Sul Corriere, Mario, castelbuonese: «l’uomo dei fiori» che trasforma il suo paese in un giardino

[Milano.Corriere.it] È un artigiano e produce serramenti in alluminio. Ma quando lascia il laboratorio vive una seconda vita in nome del suo obiettivo: riempire vie, strade e rotonde spartitraffico di fiori e piante di ogni tipo

 «Un giorno il sindaco, osservando il primo vicolo che avevo riempito di fiori mi disse: “Bello, ma non ti sembra di esagerare?”. E io risposi: «È esattamente ciò che voglio fare! Canegrate deve diventare un giardino». Mario Prestianni, 62 anni, è un artigiano e produce serramenti in alluminio. Ma quando lascia il laboratorio vive una seconda vita in nome del suo obiettivo: riempire vie, strade e rotonde spartitraffico del suo paese di fiori e piante di ogni tipo. Non sa niente del «guerrilla gardening» ma in paese non c’è chi non sappia di lui: armato di piantine, fioriere e una determinazione incrollabile, conduce la sua personale battaglia a favore del bello, sistemando le essenze lungo i vicoli, gli angoli più caratteristici, le aiuole del paese. Le sue fioriere, colme di campanelle rosse e gialle, le aggancia perfino sulle grate delle finestre di case private che danno sulla strada.
 
(Pubblifoto)
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«Ma i proprietari non le dicono niente»? «Di solito no», risponde Prestianni, seduto al bar di piazza Matteotti, con accanto un gigantesco innaffiatoio e due bottiglie di plastica: «Sa, le piante vanno anche annaffiate e ora cominciano a diventare tante. Bisogna che i cittadini mi aiutino… e qualcuno già lo fa». In circa due anni Prestianni ha messo a dimora oltre un migliaio di piantine in decine di luoghi a Canegrate. Sceglie i luoghi dove agire in base a una personale scala di degrado o di abbandono: se una via o una piazzetta a lui sembrano squallidi, entra in azione, prende fiori e piantine e le sistema. «Il risultato, mi creda, è sorprendente – dice orgoglioso il signor Mario -: ciò che era anonimo e al limite del degrado, cambia volto e diventa bello. E solo con l’aiuto dei fiori».

 

L’opera di Prestianni è visibile a tutti perché i punti «trasformati» sono sempre di più: la centralissima piazza Matteotti, il piazzale della stazione ferroviaria, il ponte sull’Olona, la rotatoria di via Fabio Filzi e tanti altri luoghi. Mario entra in azione da solo, quando il lavoro glielo permette, e fa tutto a sue spese, anche se lui garantisce che, alla fin fine, il costo è irrisorio, qualche decina di euro al mese «e poi – aggiunge – i fioristi ormai mi conoscono e mi fanno lo sconto».

L’avventura floreale di Mario Prestianni, originario di Castelbuono, in provincia di Palermo, ma residente a Canegrate da una vita, iniziò circa due anni fa, quasi per caso, assistendo a una scena che lo colpì parecchio: «Ero in vicolo Carrera, in pieno centro, e vedevo un bambino in bicicletta che doveva letteralmente fare lo slalom per evitare le deiezioni dei cani. A un tratto, però, ci finì dentro e per giunta si beccò uno schiaffo da suo nonno. Pensai: perché un vicolo così bello deve essere così sporco? Come si può convincere la gente a essere più attenta e ad aver più rispetto dei propri luoghi?».

Fu allora che scattò la scintilla. Prestianni non andò a protestare in Comune: si armò di piantine e arnesi da giardino e cominciò a riempire vicolo Carrera di ogni sorta di fiori. Oggi quel vicolo appare trasformato: a parte le decine di piantine che lo adornano, le deiezioni sono solo un ricordo. «Proprio qui abita una signora anziana, nonna Luigia. Prima del mio intervento, non usciva neppure di casa e oggi non le sembra vero di vedere il suo vicolo pulito, ordinato e pieno di essenze».

Il nostro «arredatore d’assalto» non si ferma davanti a nulla, nonostante alcuni atti vandalici che ha dovuto subire, soprattutto in passato, quando qualcuno strappava i suoi fiori e li calpestava: «La migliore risposta era l’indifferenza: li strappavano? E io li rimettevo». Da un po’ Prestianni non mette sulla via solo fiori ma anche portamozziconi per sigarette in alluminio, che lui stesso produce nel suo laboratorio, «così nessuno ha la scusa di gettare i mozziconi per terra»; e, ancora, piccoli recipienti da dove si possono prendere (gratis) i sacchettini per i cani. Il signor Mario ha anche un obiettivo: coinvolgere in questa sua missione i cittadini, ma soprattutto i portatori di handicap che frequentano il centro socio educativo cittadino: «Sarebbe bellissimo lavorare con loro e contribuire, insieme a loro, a generare bellezza».

 

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