Tagli alla cultura. Nasce la Rete “Festival Uniti”, tra questi anche il Jazz e “Castelbuono è una favola”

[BLOGSICILIA – di Veronica Femminino] 

Per il mondo della cultura non sono tempi felici. La macchina della spending review poi, li ha resi ancor più complicati. Bisogna tagliare il superfluo, spesso a discapito di settori che andrebbero invece sostenuti. Una situazione che penalizza il territorio, e suscita il grido d?allarme di chi lavora proprio nel mondo della cultura, tra i più penalizzati dalla attuale crisi economica.

Molti in Sicilia i teatri a rischio chiusura. Ancor più numerose le rassegne culturali che la scorsa estate sono state cancellate per mancanza di fondi, basti pensare a TaoArte costretta a rinunciare alla sezione teatrale del proprio programma, alla stagione di Segesta che non è stato possibile far partire, alla XVI edizione del Castelbuono Jazz annullato e all Palermo Teatro Festival, svoltosi in forma ridotta rispetto al passato ed in modo autofinanziato. Sempre più manifestazioni vengono ormai realizzate con le risorse che gli organizzatori anticipano, in attesa che arrivino ? chissà quando ? i fondi regionali e europei.

E? quanto emerso dalla Assemblea pubblica della Rete Festival Uniti – alla quale hanno già aderito numerosi Festival siciliani – che si è tenuta ieri al Nuovo Montevergini di Palermo.

Non un incontro di protesta ma di sensibilizzazione, l?occasione per fare autocritica e confrontarsi, per individuare, insieme alle istituzioni, un percorso di risalita. Lo ha ribadito Alfio Scuderi, direttore artistico del Palermo Teatro Festival che ha puntualizzato la capacità dei festival di essere ?motore di sviluppo economico, importante fonte di sostegno al turismo?.

Cultura e turismo, un connubio che dovrebbe caratterizzare la nostra Isola. Eppure ai turisti che arrivano in Sicilia, viene offerto sempre meno. Lo ha spiegato bene Pietro Busetta, docente universitario e presidente della Fondazione Curella. ?Il flusso turistico in Sicilia è molto contenuto. Abbiamo meno di 14 milioni di presenze l?anno, troppo poche. Nella sola Ibiza sono 80mila. Chi viene in Sicilia di solito rimane tre giorni e mezzo. Sono vacanze mordi e fuggi, pensate alla Valle dei Templi. Dai dati risulta che i turisti la visitano in appena un?ora e mezza, eppure è uno dei posti più belli del mondo. Ma nei dintorni non ci sono servizi, nè forti motivazioni che possano spingere la gente a rimanere. Servono più cultura e intrattenimento?.

Le attività culturali non possono certo finanziarsi con lo sbigliettamento. Servono finanziamenti, per manifestazioni che siano capaci di produrre valore aggiunto per il territorio. In passato le cose sono andate diversamente, sino a quando la pioggia di finanziamenti pubblici è stata giustamente interrotta.

Maggiore programmazione dunque, una più attenta selezione degli eventi con relativa valutazione dei benefici. ?Il finanziamento pubblico ? ha detto Busetta ? non deve più essere assistenza?.

Serve una legge regionale di tutela della cultura. Ma serve anche maggiore serietà a livello istituzionale. Alessandro Rais, dirigente dell?assessorato al Turismo, auspicando la realizzazione di unnuovo strumento di programmazione triennale sull?incoming turistico,  ha fatto riferimento alle difficoltà di un settore ?caratterizzato da reati, irregolarità amministrative e nessuna corrispondenza ai criteri imposti a livello europeo per ottenere i finanziamenti?. Il riferimento è alla inchiesta della magistratura che riguarda i Grande Eventi della Regione Siciliana.

Giovanni Ruggeri, dell?Osservatorio Turistico delle Isole, ha parlato dei metodi di misurazione dello sviluppo indotto dalla realizzazione di manifestazioni culturali, eventi e spettacoli dal vivo, legandoli alle logiche e agli obiettivi della Commissione europea .

Filippo Amoroso dell?Università di Palermo ha sottolineato lo spreco di spreco di denaro investito in campagne pubblicitarie uscite quando già le manifestazioni erano completate, auspicava in una pianificazione pluriennale più attenta e che riguardasse il panorama complessivo della Sicilia.

I Festival Uniti hanno dunque chiesto la costituzione di un tavolo di emergenza attorno al quale riunire lavoratori della cultura e dello spettacolo e istituzioni per individuare percorsi virtuosi di sviluppo, in un?ottica di maggiore attenzione e sensibilità verso le problematiche di un settore che urge progettazione, programmazione, modalità trasparenti e tempi certi.

Tra i Festival che hanno aderito alla costitienda Rete si segnalano: Teatro Festival (Palermo), Seacily Jazz Festival (Palermo), Festival di Morgana (Palermo), Womad in Sicily (Palermo), Porto d?Arte (Palermo), Villa Pantelleria Festival (Palermo), Ouverture, Palermo Classica (Palermo), Castelbuono Jazz festival (Castelbuono, Pa), Castelbuono una favola (Castelbuono), Teatro dei due mari (Tindari), Teatro del Fuoco (Isole Eolie), Sicilia musica estate ? Med in fest (Catania), Zafferana Etnea Festival (Zafferana Etnea), Scruscio (Cinisi), Teatri di Pietra (Sicilia), Il mito di Agrigento (Agrigento), Orestiadi di Gibellina (Gibellina).

A sostenere l?Assemblea anche l?attore palermitano Pino Caruso, che ha diffuso una lettera in cui scrive: ?Suggerisco di diffondere in tutte le agenzie di viaggio internazionali, questo invito: ?VENITE A PALERMO D?INVERNO: TROVERETE LA PRIMAVERA. Certo non dobbiamo offrire solo il clima; bisognerà inventarsi convegni, attività culturali, mostre, congressi, festival, manifestazioni, insomma, che si affermino subito e che durino negli anni; che attirino il mondo nella nostra città, nella nostra terra. Spoleto (che è un piccolo centro) vive solo di cultura: il suo festival). Possiamo farlo anche noi. Dobbiamo farlo. Mettiamo in moto la fantasia?.

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