“Tano Vasari da ala destra a panettiere che paga il pizzo.”

Oggi il Palermo calcio ? una squadra che lotta per la champions. Sicuramente ricordate quando fino a qualche anno fa deambulava in serie C e poi in B. Era il Palermo di Ignazio Arcoleo, il “Palermo dei picciotti” lo definirono (in qualche modo il tema dei “picciotti” torner? pi? avanti), uno di loro era Gaetano Vasari, ala destra dal passo veloce, palermitano doc. Con il successivo passaggio in A la squadra non aveva pi? bisogno di lui e gli diede il benestare. Dopo una parentesi senza infamia n? gloria al Cagliari e alla Samp, Tanino Vasari si apr? un panificio, proprio vicino lo stadio Renzo Barbera di Palermo. Il suo nome ? tornato agli onori della cronaca nei giorni scorsi in seguito agli arresti di quattro esponenti del clan mafioso di Resuttana che estorcevano il pizzo. E il pizzo l’hanno chiesto anche a lui. vasariE lui, Tanino Vasari, ha pagato. 1000 euro. Ha raccontato che gli si sono presentati in due chiedendo un contributo per i familiari dei detenuti e non poteva rischiare eventuali ritorsioni. Classica formula usata per il pizzo. E Vasari lo sapeva. Parlare adesso ? troppo comodo. Ma di lui si diranno solo buone cose. D’altronde ? un calciatore. E il calcio in Italia ? la cosa pi? sacra e intoccabile che ci sia.

Vi racconter? due episodi a sfondo razzista.?Siamo Udine e sono le 17.30, quando Luca Dordolo, capogruppo leghista in consiglio comunale, chiama il 113 per denunciare la presenza di “persona travisata che si sta dirigendo verso piazza Duomo”. Si tratta di una giovane coppia. Lei indossa il burqa. La polizia arriva in pochi minuti e identifica i due. L’uomo ? un ingegnere che lavora in un’azienda meccanica locale, lei ? la moglie. Gente normale e innocua. Interessante sapere cosa intimorisse Dordolo a tal punto da chiamare le forze dell’ordine, a quanto pare ha successivamente dichiarato che “le donne in burqa intimoriscono i bambini” e “non sono belle da vedere”. Non servono commenti. Per fortuna la gente di Udine non ? come lui. Anzi negli ultimi anni la capitale friulana si ? contraddistinta per “best practices” nell’accoglienza agli stranieri. Per il sindaco il fatto che a Udine ci siamo persone che indossano il burqa semplicemente “? un non problema”.

L’etnia conta ancora tanto. Ma qui non si tratta di bianchi e neri o cristiani e musulmani. La vicenda riguarda Dobbiaco, borgo alle porte delle Dolomiti, popolazione a maggioranza tedesca seppur si trovi in Italia. Nelle ultime comunali ha vinto il signor Guido Bocher, italiano, ma il sindaco non lo pu? fare. Per il semplice fatto che, come dice il governatore della provincia autonoma di Bolzano, “difficilmente la gente lo accetter?”. Eppure la gente lo ha votato. Ecco un caso in cui l’etnia conta e come. Conta pi? della democrazia.

Spero la lettura sia stata di vostro gradimento. A risentirci Gioved? prossimo.

?Oltre Fiumara?- Rubrica settimanale che apre uno spiraglio tra le cinta murarie del borgo, per far passare qualche notizia fuori dal comune.?