#Termini, accordo fatto: si torna a produrre auto

[LAVOCEWEB] Saranno riassorbiti 768 lavoratori

Forse ci siamo. Tante le riserve ma intanto la notizia buona, come dice il sindaco Totò Burrafato, è che a Termini Imerese si torna a produrre automobili. Non vetture tradizionali ma auto ibride elettriche. Al tavolo romano Grifa si è impegnata a acquisire il ramo d’azienda Fiat per la produzione di auto ibride, con il mantenimento di tutti i lavoratori Fiat e Magneti Marelli, salvo quelli che accetteranno al mobilità volontaria.
L’incontro è stato coordinato dal vice ministro Claudio De Vincenti che ha definito “la vertenza di importanza nazionale per l’economia del paese”.
“La firma odierna- ha aggiunto il vice ministro – è un passaggio fondamentale per poter dare un futuro produttivo e occupazionale a Termini Imerese. Ora ci sono tutte le condizioni perché riparta da qui a breve”. Già da domani le organizzazioni sindacali sottoporranno il testo siglato alla consultazione dei lavoratori.
La procedura di cessione dovrebbe essere completata entro il 31 dicembre e portare quindi al reimpiego di tutti i 768 lavoratori, tranne quelli che accetteranno di lasciare volontariamente. La Fiat avrebbe annunciato che tra alcuni giorni aprirà la procedura di mobilità che dovrebbe dare il diritto agli ammortizzatori sociali nel caso in cui non si riuscisse a chiudere il passaggio entro la data prevista.
Per Burrafato la ripresa della produzione industriale è senz’altro una buona notizia. “E ciò sarà possibile – ha osservato – perché Grifa (Gruppo Italia Fabbrica Automobili) è pronta, così come avevano richiesto nelle scosse settimane i sindacati, a rilevare il ramo di azienda da Fiat assumendo in carico 768 addetti in attesa di reimpiego”.
“La cessione del ramo di azienda – ha aggiunto il sindaco – porta in dote al nuovo investitore non solo i lavoratori ma anche la piena disponibilità dello stabilimento di Termini Imerese. Fiat, per sostenere il processo di reimpiego dei suoi operai, ha dato disponibilità a mettere in campo misure finanziarie straordinarie per quei lavoratori che, su base volontaria, sono pronti, nei prossimi anni, ad imboccare la via del pensionamento. Questa soluzione garantisce la continuità lavorativa per i lavoratori di Fiat (651) e della Magneti Marelli (117)”.
“È chiaro – ha concluso Burrafato – che resta ancora aperta la questione degli operai delle aziende dell’indotto diretto e indiretto che merita tutte le attenzioni del caso. A tal riguardo bisogna ricercare ogni opportuna misura di salvaguardia che dia loro priorità di ricollocazione degli addetti dell’indotto”.

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