“Totò non c’è più”. Il messaggio (e il rimprovero) rivolto alla comunità

[Riceviamo e pubblichiamo]

Totò non c’è più.
E’ stato trovato morto, impiccato. Ha sofferto e guaito per molte ore e nessuno si è accorto di nulla. Totò non c’è più, lui che quando c’era cercava affetto, una carezza, un pasto per sentirsi meno solo e abbandonato. Non dimenticheremo mai Totò, gli occhi pieni di sofferenza, il suo corpo ne era un quadro drammatico ed evidente.

Totò è sempre stato abbandonato in vita sua, è stato in canile e infine è stato adottato. Un’adozione senza fortuna, quella che lui ostinatamente, andava cercando nelle strade. Era tormentato, sofferente e dolcissimo, il suo sguardo non lo dimenticheremo mai. Lo abbiamo accolto quando vagava tragicamente affamato e assetato e lui ci ha ricambiato fin da subito con il suo immenso affetto. Potevamo fare di più per salvarlo? Oggi i dubbi sono tanti così come la nostra sofferenza. A quelli che dicono “ ma era solo un cane”, sorridiamo perché non sanno cosa significhi ricevere amore da un cane. Totò diverrà un esempio per tutti quelli che ancora devono capire che accudire un cane non signica lasciarlo solo, al freddo, senza un riparo. Servirà per quelli che ancora non hanno capito che non è legando un cane che avranno il suo affetto. Servirà a capire che i controlli sono necessari e imprescindibili dal buon senso e dalla legge, affinché Castelbuono comprenda e impari.

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