Townhill delle Petralie 2015: il downhill tra porfido e cielo

[www.triridemtb.comdi Daniele Addamo]Attraverso le asperità si arriva alle stelle. Seneca era ben consapevole di come le difficoltà fossero in grado di forgiare il carattere di un essere umano. Tale principio ha validità universale. I diamanti si formano nelle viscere della Terra, sottoposti a pressioni inimmaginabili; le specie animali sopravvivono adattandosi alle difficoltà del loro habitat; le fibre muscolari crescono solo grazie a micro-lacerazioni.

A volte, tutto quello che desideriamo è avere una vita senza problemi, riuscire a raggiungere i nostri obiettivi senza troppa fatica, insomma: ottenere risultati senza alcuno sforzo. Tale desiderio è la peggiore maledizione che possiamo augurare a noi stessi.

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Voglio raccontarvi una storia, anche se forse avrete già sentito.

Un giorno un contadino, riposandosi sotto un’ombra al termine di una giornata sfiancante, si accorse di un bozzolo di una farfalla. Il bozzolo era completamente chiuso ad eccezione di un piccolo buchino sulla parte anteriore. Incuriosito, il contadino osservò attraverso il piccolo buchino, riuscendo ad intravedere la piccola farfalla che si dimenava con tutte le sue forze.

Il contadino osservò a lungo gli sforzi eroici dell’elegante bestiolina, ma per quanto la farfalla si sforzasse per uscire dal bozzolo, i progressi apparivano minimi. Così, il contadino, impietosito dall’impegno della piccola farfalla, tirò fuori un coltellino da lavoro e delicatamente allargò il buco del bozzolo, finché la farfalla poté uscirne senza alcuno sforzo.

A questo punto accadde qualcosa di strano. La piccola farfalla, aiutata ad uscire dal bozzolo, non aveva sviluppato muscoli abbastanza forti per potersi librare in aria. Nonostante i ripetuti tentativi, la fragile farfalla rimase a terra e riuscì a trascinarsi solo a pochi centimetri dal bozzolo, incapace di fare ciò per cui la natura l’aveva fatta nascere. Il contadino si accorse del grave errore fatto ed imparò una lezione che non dimenticò per il resto della sua vita: attraverso le difficoltà la natura ci rende più forti e degni di realizzare i nostri sogni.

Non si tratta certamente di ipocrisia o di una scellerata mensogna affermare che lo sport aiuta a sviluppare nell’uomo e ancor più nel ragazzo una giusta dose di determinazione. Qualsiasi sia la disciplina sportiva intrapresa, la voglia, il desiderio, la naturale competizione per raggiungere i propri obiettivi diventano il frutto deciso e sanguigno della ricerca della propria affermazione. Ancor di più è sempre vero che l’ottimismo è il profumo della vita, come diceva una pubblicità televisiva di qualche anno fa. Credere negli altri rafforza l’ottimismo di un individuo, al contrario credere solo in se stessi sarebbe come rimanere fermi ad osservare lo scorrere della vita. Lo sport, nuovamente, entra in gioco anche in questo aspetto: il cameratismo, lo stare insieme, il condividere le stesse passioni trasforma ogni muro in una porta.

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Personalmente credo che nella mountain bike ed in particolare nelle discipline gravity ci sia qualcosa che riesce a nutrire le radici della determinazione. Come diceva Jim Rohn tutti dovrebbero studiare le formiche. Esse hanno una sorprendente filosofia in quattro punti: non arrenderti mai, guarda avanti, sii positivo e fai tutto quello che puoi. Una disciplina sportiva così dura come il downhill può riuscire a formare un individuo determinato e infonde perseveranza ed un pizzico di testardaggine. Anche se non sei un biker esperto, ma solo un semplice appassionato che difficilmente si concederebbe una discesa a tutta tra rocce e radici, questo sport riesce a smuovere gli animi. Costruire, scavare, sudare, finire una giornata in montagna con le mani sanguinanti per la terra solcata a suon di piccone. Costruire un percorso dove non potrai divertirti, costruirlo per gli altri, per una grande famiglia chiamata dh.

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Sono molti che pensano alla Sicilia come una terra ricca di splendide spiagge e circondata da un mare turchese, ideale per trascorrere le vacanze estive. Invece sono le montagne a caratterizzare il territorio siciliano. Se mi chiedessero perché amo la mia terra, non potrei solo rispondere per via delle radici o dei miei natali.

Ricordo ancora, quando ero piccolo, il primo viaggio in nave. Arrivati a pochi chilometri dalle coste siciliane, scappavo verso il ponte di prua per ammirare le coste della mia terra. Mi innamoravo di più vedendo affondare le montagne dentro il mare. Non in modo deciso, pochi costoni rocciosi si inabissano a picco. Le montagne siciliane scendono dolci e quasi come un velo si bagnano nelle acque del Mediterraneo e dal mare risalgono sino alle quote più alte si mischiano con le nuvole ed effimeri strati di nebbia che ne scompongono i contorni.

Ed è esattamente tra queste montagne, quelle che dominano il Tirreno, che è iniziata la Coppa Sicilia di downhill. Petralia, appollaiata sulle Madonie. Monti selvaggi e che offrono panorami crudi. Immense distese di terra e rocce bianche costellate dal giallo intenso della ginestra.

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Un villaggio di montagna, dove il tempo sembra scorrere lentamente. Dove ogni minuto si dilata tra lievi soffi di vento e il ciarlare delle cicale. Stretti vicoli, scalinate di rocce e il suono delle campane tra il silenzio dei monti. Ed è proprio dal “giglio di pietra” delle Madonie che è iniziata la sfida tra i migliori dhiller di Sicilia.

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Un percorso diverso, per l’open race della serie siciliana: per metà su sterrato e per metà cittadino. Un tracciato veloce, impegnativo e delle volte pericoloso. Una pista dove si paga il più piccolo errore con ematomi e sangue. Una location perfetta per mettere alla prova ogni partecipante. Dove a fare bene non è solo il rider più veloce e fisicamente preparato, ma anche quello che riesce a dosare velocità, coraggio ed adrenalina.

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Una gara dura anche per i mezzi meccanici. Scalinate squadrate che non risparmiano cerchi, pneumatici ed ogni componente della mountain bike.

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Così come, delle volte, anche la pelle e le ossa dei rider. Certo è risaputo, il downhill è uno sport duro, difficile e delle volte pericoloso. Uno sport che ti forgia il carattere, che ti porta a dare il massimo in ogni situazione, che ti permette di sfidare te stesso e le tue paure.

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Partire dalla cima di una montagna, con la rabbia in corpo, per una veloce discesa tra mille insidie e con il cuore, imbizzarrito, che pompa il sangue ai muscoli.

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Ritrovarsi a valle con il pubblico che ti incita, che grida, che ti applaude. Sentire fibrillare le mani, il cuore accelerare nuovamente.

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Spiccare il volo verso il traguardo. Trattenendo il respiro.

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In una location come quella di Petralia, lontana dal caos e dal rumore delle più grandi città, anche il suono metallico e deciso di una bici incute timore. Cosa avrà pensato un anziano abitante del luogo quando, varcata la soglia di casa, ha visto gli sgargianti colori dei partecipanti. Il suo sguardo, velato di malinconia per il tempo passato, ma ancora fiero ed elegante la dice lunga.

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Come a sua volta la foto che segue. La tensione prima della run finale dei più piccoli rider iscritti all’evento. Non una tensione tra le più semplici, ma di quella sana, di quella che riesce a farti capire che, nella vita, è sempre meglio pensare prima di agire. Così come è meglio capire prima dove mettere le ruote e a sua volta quale cammino intraprendere.

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Rimanendo certi che ogni decisione ha certamente una conseguenza e quelle sbagliate non perdonano, soprattutto quando hai la necessità di dare il massimo.

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La Townhill delle Petralie ha una storia breve. È una gara giovane che si corre ancora da poche edizioni, ma immaginate cosa provano i partecipanti a doversi trovare a competere con un percorso così vario. Dove lo sterrato diventa porfido e dove le velocità di punta aumentano man mano che si scende verso valle.

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Dove ad aspettarti in cima non c’è solo il cancelletto di partenza, ma anche uno spettacolo di rocce e cielo.

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Mentre a valle insieme al cronometro, le mura sapienti di una città antica come la pietra.

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La Townhill delle Petralie è stata un tripudio di gente. Tutti i team di Sicilia hanno raggiunto le Madonie per prendere parte a questo evento che è riuscito a raggruppare quasi tutti i downhiller isolani. Tanti iscritti, sorriso a trentadue denti ed il piacere di condividere la stessa passione a contatto con la natura e con gli amici di sempre.

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Come se non bastasse, la sera prima della finale, uno spettacolo di bike trial ha infiammato gli animi dei partecipanti che il giorno dopo avrebbero avuto come unico nemico il cronometro.

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Rider giovani che chiedono consigli a quelli più maturi ed esperti. Un modo per stare insieme, una gara che non è solo cronometro, ma anche e soprattutto amicizia.

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Ma una volta raggiunta la cima della montagna, ogni emozione diventa più forte. In silenzio, con la testa dentro il casco, si pensa solo alla gara, a dare il massimo su ogni metro di percorso.

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Una gara molto combattuta ed entusiasmante la seconda Townhill delle Petralie. Nella foto sotto in azione Michele Riggi (Extreme Sport Tour Sicily) che concluderà la gara in quarta posizione.

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Il team Kasmene Bikes si è rivelato essere ancora una volta quello con i rider più forti. Si classificheranno in seconda e terza posizione rispettivamente Damiano Gurrieri e Sergio Criscione.

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È invece il fuoriclasse siciliano per eccellenza a vincere la gara. Davide Camedda (Conca D’Oro Bike Club) ha dimostrato ancora una volta di essere il migliore discesista di Sicilia.

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Con il tempo record di 2.37.86 si porta a casa il primo posto nella categoria assoluta e in DH1.

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…tengo personalmente a ringraziare tutti i rider presenti all’evento…“, ha rilasciato Rosario Mitra (Presidente della Società organizzativa Madonie MTB Resort), “…è stato un evento unico che vogliamo ripetere anche il prossimo anno. Logicamente migliorando il percorso e l’ospitalità che da sempre contraddistingue il nostro territorio“.

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Con i punti guadagnati è Davide Camedda a guidare l’overall di coppa Sicilia. Tra le donne invece è Laura Scorpo, mentre nella categoria DH2 è Fabio Spirio. Parimerito invece tra gli juniores Di Martino e Dicaro.

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I festeggiamenti dopo la gara non hanno risparmiato rivali, appassionati e semplici passanti.

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Il podio della categoria DH2. Primo classificato Fabio Spirio (Gravity Hunters), terzo Andrea Migliorisi (Kasmene Bikes), mentre secondo è Daniele Forte.

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A vincere tra le ragazze è stata invece Laura Scorpo (Bicycle BOB Syndicate), mentre arrivano in seconda e terza posizione rispettivamente Samira Randazzo (Team Madonie MTB Resort) e Jamilee Sinanska (Bicycle BOB Syndicate).

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Tra gli juniores invece vince Giovanni Dicaro (Kasmene Bikes) che batte il rivale Manfredi Di Martino (Etna MTB Team Kami) e il compagno di squadra Ettore Panasia.

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Un grande augurio di pronta guariggione va poi a tutti coloro che si sono infortunati alla Townhill delle Petralie. Tra questi Francesco Caruana e i fratelli Nicotra e ad ogni rider che ha avuto il dispiacere di fare la conoscenza con le dure rocce delle Madonie.

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Vi lasciamo con un breve video dell’evento e rimandiamo l’appuntamento con la Sicilian Downhill Series 2015 per fine agosto con la gara di Gioiosa Marea.

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Per le classifiche complete e maggiori informazioni visitate la pagina web ufficiale della serie.

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