Trasferimento della reliquia. Il parere di Castelbuono in Comune

[riceviamo e pubblichiamo] Non siamo abituati ad aprire un dibattito sulla opportunità o meno del trasferimento, seppure momentaneo, di una reliquia religiosa. La politica, in genere, non si occupa di questi temi. Ecco perché abbiamo riflettuto parecchio prima di esprimere il nostro parere. 

Per arrivare ad una risposta pressoché unanime siamo partiti, paradossalmente, da una domanda: quanta valenza sociale e religiosa può avere la richiesta da parte di un’Amministrazione,  in questo caso quella di Altofonte, di avere la presenza “fisica” di una reliquia? E se dovesse averne, quante altre richieste potrebbero essere avanzate in futuro da altri Comuni, visto che moltissimi custodiscono reliquie di santi? E se è vero che Sant’Anna è la “nonna” della Chiesa universale, a prescindere da dove si trovi il suo teschio, che motivo c’è di adorarla ora in questo luogo, ora in un altro? A tutte queste domande la risposta più decisa e più convincente è stata data da un cittadino molto vicino al nostro movimento al quale abbiamo chiesto un parere. Ha detto: il paese non vuole addormentarsi, neppure per una notte sola, senza la certezza dello sguardo rassicurante della nostra madre Sant’Anna, che ti accompagna e ti custodisce durante il riposo della notte e soprattutto oggi che di certezze ne abbiamo sempre di meno. 

Quando il nostro poeta Giuseppe Mazzola Barreca scrisse: “rapiti li finesci e li barcuna, parati li firrati, li lumira addumati e li lampiuna, ca Sant’Annuzza passa pi li strati”, certamente pensava alle strade di Castelbuono e non a quelle di Altofonte. Probabilmente la decisione sta per essere revocata. Ritornare sui propri passi potrebbe rappresentare la giusta risposta al desiderio di una comunità di fede.

Coordinamento Castelbuono in comune

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