Tumori. I decessi nelle Madonie sotto la media nazionale

[ilcaleidoscopio.it ]Nella fascia di età fra i 15 e i 64 anni,  in Sicilia, la principale causa di morte è dovuta ai tumori. Non è una percezione allarmistica, ma sono i dati resi pubblici dall’Osservatorio epidemiologico della  Regione Sicilia ed  inseriti nel nuovo Atlante  Sanitario e della mortalità in Sicilia, per il periodo 2004- 2011.

Prima causa di decesso per il 53 per cento delle donne  e per il 37,8 per cento degli uomini. Tale primato si mantiene anche nella fascia di età compresa fra i 65 e i 74 anni, per entrambi i sessi. In età pediatrica, sono ancora i tumori maligni la  prima causa di morte, di  pari passo con traumi e avvelenamenti.

Un quadro preoccupante che ormai non riguarda più solo le aree cosiddette a rischio ambientale (zone altamente inquinate da industrie, rifiuti tossici interrati, o altri inquinamenti chimici), ma si estende anche a quelle considerate, finora,  più salubri e con stili di vita delle popolazioni più corretti rispetto ad altri. Come, per esempio, i residenti in paesi come quelli madoniti, con aria pura, terreni ancora non fortemente inquinati e /o industrializzati. Dove non era raro che  alcuni abitanti arrivassero ai cento anni, senza peraltro particolari acciacchi dovuti alla tarda età. Il fatto di essere al di sotto della media nazionale dei morti per cause oncologiche – ma di fatto di esserci sempre più vicini – non è certo un risultato da leggere positivamente, tutt’ altro.

E’, viceversa, sintomo che si  è usciti anche qui dall’oasi di una aspettativa di vita più lunga e con una migliore qualità. Di fatto ci si sta pian piano allineando al resto d’Italia (media nazionale standardizzata secondo i dati Istat al 2007: 26,6 morti per tumori ogni 10 mila abitanti), sempre più vicini alla media nazionale, più alta “grazie” al contributo negativo delle regioni del Nord e dell’area di Napoli,  notoriamente più industrializzate e più inquinate.

Divario che si attestava al  meno 20 per cento nei primi anni del 2000, ridottosi al meno 10 per cento attuale. Nel 2003 la mortalità per tumori in Sicilia era al 24,4 ogni 10 mila abitanti, scesa al 24,0 nel 2006 per poi arrivare a circa 25,5 di  media fino al 2011 (dato ricavato dall’Atlante Sanitario della Regione Sicilia, che per il periodo 2004 – 2011 rileva in media 12 mila decessi l’anno per cause oncologiche, su un totale di 46.773 mila morti l’anno nello stesso periodo).

Fa un certo effetto che su trenta morti in un piccolo paesino madonita, all’interno del parco delle Madonie, nel 2013, più di un terzo sia morto per cause legate a carcinomi. Tra questi marito e moglie a distanza di poco tempo l’uno dall’altra. E’ solo un piccolissimo dato empirico, calcolato sul campo, senza nessuna pretesa scientifica o statistica, ma certamente incontrovertibile.
Percezione confermata anche dal medico di base, il primo ad essere sul territorio, che ha notato una maggiore incidenza sia di nuovi ammalati, sia di morti. Anche se ciò potrebbe essere dovuto a una migliore rilevazione diagnostica, il dubbio rimane.

I malati aumentano, nonostante i progressi della medicina anche nel campo oncologico.  Ed è questa realtà che comincia ad allarmare e preoccupare sempre di più gli abitanti di zone che si sentivano in un certo senso privilegiate rispetto ad altre, almeno da questo punto di vista.

Dal servizio epidemiologico dell’ Asp rispondono «di non avere notato niente di particolarmente rilevante» ma è pur vero che i dati raccolti dai registri tumori e dal servizio epidemiologico sono accorpati per provincia, e si comincia ad indagare solo se si notano particolari differenze o picchi rispetto al solito.

Però, considerato l’esiguo numero di abitanti, fa un po’ di impressione il numero dei decessi per tumori relativi al periodo 2010 – 2013, registrati in questi piccoli comuni delle Madonie. Donne: si va dai 30 decessi di Gangi, 20 di Alia,  26 di Collesano, 19 di Valledolmo e  Castellana, 8 a Blufi e Pollina, 27 fra Petralia Sottana e Soprana, 18 a Isnello,  26 a Collesano, 13 ad Alimena,   15 a Polizzi.

Dove il numero di abitanti cresce, come a Castelbuono e Cefalù, sale anche il numero dei morti per cause oncologiche, rispettivamente 38 e 55.
Uomini:   Gangi 46,  Castellana 33, Alia 31,   Collesano  30, Blufi 4, Pollina 20, Valledolmo 23, Castelbuono 51,  Cefalù 84.

Un dato a parte sono gli uomini morti a Termini Imerese, ben 175  sempre nel trienno considerato,  e  63 a Trabia;    donne: 125 i decessi  a Termini Imerese e 48 a Trabia,  ma i due centri sono fuori dalle Madonie e, inoltre, con molta probabilità, pagano anche il prezzo di trovarsi vicino ad una zona industriale ed a una centrale elettrica.

Al primo posto in Sicilia  (senza dividerli in fascia di età) fra le cause di morte ci sono le malattie cardiovascolari (19 mila), al secondo i tumori e poi via via tutte le altre cause.
Fra il 2002 e il 2009 sono stati registrati nella nostra regione 89.847 nuovi casi di tumori (55,5% negli uomini, 45,5% nelle donne), con una media di 11.230 nuovi casi l’anno, quelli che si stimano diagnosticati si aggirano  sui 22 mila circa.l’anno, quasi il doppio di quelli registrati. In testa, per gli uomini, i tumori alla prostata, ai polmoni al colon retto e alla vescica. Nella donna, al seno, al colon retto, alla tiroide e all’utero. Sono dati raccolti dai Registri Tumori della Sicilia e dai Dipartimenti prevenzione medica, servizi epidemiologici dell’ASP (Aziende sanitarie provinciali). I sette tumori con la percentuale minore di sopravvivenza, soprattutto perché diagnosticati  in ritardo, sono: pancreas, mesotelioma, fegato, esofago,  colecisti,  polmone,  cervello. Ciò conferma come sia importante sottoporsi a controlli periodici, perché prima si scopre un tumore meglio si combatte. Molto possiamo fare con le nostre abitudini e stili di vita per proteggere noi stessi e l’ambiente in cui viviamo.

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