Turista di Mestiere: “Castelbuono, l’ombelico del mondo”

Il Blog Turista di Mestiere racconta Castelbuono. Vi proponiamo qui di seguito la lettura di questo interessante articolo.

Castelbuono in breve? Manna, panettone, infiorata e Madonie, termini insoliti per caratterizzare un borgo siciliano. Nell’immaginario collettivo, infatti, la Sicilia è mare, granite e Montalbano ma in verità la bella Trinacria regala paesaggi di montagna di tutto rispetto!

Non volendo scomodare l’Etna che, con i suoi 3.350 metri, è il rilievo più alto dell’Italia peninsulare e insulare, possiamo dire con assoluta certezza che l’entroterra siciliano è meta di turisti in tutte le stagioni grazie ai comprensori sciistici, ai parchi regonali e ai deliziosi borghi incastonati in queste aree montagnose.

Annoverato tra i Borghi Autentici d’Italia, Castelbuono si sviluppa alle pendici del Colle Milocca nel Parco delle Madonie e come abbiamo detto all’inizio, racconta una Sicilia meno classica e straordinariamente sorprendente!

La strada che vi conduce a Castelbuono dal mare (che si trova a solo una ventina di chilometri) vi offrirà panorami straordinari tra boschi di querce, castagno, ciliegio e frassino.

Lo stesso frassino dalla cui corteccia intaccata si fa stillare una “lagrima” (una linfa amarognola che al contatto con l’aria,  schiarisce dolcificando) che viene raccolta per gocciolamento. La manna è un prodotto di eccellenza, presidio slow food, che viene gelosamente tutelato per salvaguardare la tradizione dello “Ntaccaluòru” (l’incisore della corteccia per far fuoriuscire la resina).

E’ prodotta nel Parco delle Madonie, nella zona compresa tra Castelbuono e Pollina.

Traditional tools used for manna extraction. From the left: archetto (small bow), scatula (metal box), rasula and mannaluoro (sharp knife). © Pro Loco Castelbuono

La poesia: uno degli strumenti della raccolta della manna è l’archetto, una specie di fionda (mi perdonino gli esperti) con un filo d’acciaio ben teso. Secondo la tradizione contadina, i frassini amano la musica, tant’è che producono manna col canto delle cicale. E’ così che alcuni, per una produzione più abbondante, hanno sostituito il filo d’acciaio con una corda di chitarra.

Si giunge a Castelbuono percorrendo il sinuoso Viale del Castello.

Lasciate l’auto e, da una parte, ammirate la cartolina sulle Madonie e, dall’altra, l’imponenza del Castello dei Ventimiglia, col lato nord conficcato nella roccia. Inerpicatevi verso il maniero, vero cuore del borgo e fate mente locale. I cinefili riconosceranno subito nella gradinata che conduce al Castello quella percorsa da bambini chiassosi in Nuovo Cinema Paradiso (e di luoghi riconducibili al film premio oscar ve ne sono diversi anche nella vicina Cefalù).

Nel Castello, riscattato dal Comune tramite un’asta nel 1920, hanno sede i Musei Civici con 4 sezioni: urbanistica, archeologica, arte moderna e contemporanea e arte sacra (dove ammirare il Tesoro di Sant’Anna, patrona del borgo) e la barocca Cappella Palatina con gli stucchi dei Serpotta e dov’è custodito il teschio della Santa, la reliquia più preziosa.

Varcate l’Arco di Sant’Anna per imboccare il corso cittadino (Via Sant’Anna) e fatevi contagiare dalla più tradizionale delle attività locali: la passiata! La passeggiata prevede di camminare lentamente, con qualche sosta a sottolineare passaggi importanti nella chiacchierata senza escludere andate e ritorni.

Nel mese di giugno, da tredici anni, lungo questa strada viene allestita l’Infiorata di Castelbuono, un tappeto di colori e profumi realizzato dai maestri infioratori.

La via si apre in piazza Margherita, dominata dalla Torre dell’Orologio (sede anche del Museo del Risorgimento), dalla Matrice Vecchia (la Chiesa di Santa Maria dell’Assunta) e dalla fontana che, la matita di un giovanissimo Sergio Barreca, trasforma in un marchio storico.

Castelbuono e le sue dolcezze

In piazza sicuramente vi capiterà di vedere infatti capannelli di persone fuori dai locali: parliamo di clienti che degustano prelibatezze artigianali prodotte da Fiasconaro e dal maestro gelatiere Naselli!

Il cavallo di battaglia di Fiasconaro (il cui marchio è appunto la fontana) è senza dubbio il panettone, un prodotto che più lontano dalla tradizione siciliana non esiste!

La famiglia, attiva già nell’immediato secondo dopoguerra a Castelbuono, negli anni ’90 decide di reinterpretare in chiave mediterranea questo dolce lombardo e il resto è la storia di un grande successo. Oggi Fiasconaro produce tutto l’anno panettoni  tradizionali  e altri rivisitati ma sempre con prodotti di eccellenza super local.

Non mancano poi delizie stagionali come la colomba pasquale e continuative, come torroni, miele, marmellate, creme, passiti e direi di fermarci perché abbiamo già l’acquolina in bocca!

L’arte dolciaria di Castelbuono contempla però anche altre aziende storiche: oltre ai Biscottifici Forti e Tumminello, ci piace ricordare la pasticceria Sferruzza dove assaggiare un altro panettone superlativo. Il segreto sono ingredienti selezionati con cura e amore. Tra questi, spicca il miele di Zagara prodotto dalla famosa azienda castelbuonese Bergi, assaggiato durante una degustazione a Cefalù

Escursioni nella natura

Non vi è il rischio che la ghiotta offerta enogastronomica possa avere ripercussioni sulla linea perché una sorprendente varietà di itinerari naturalistici vi consentirà di tenervi in allenamento!

Tra i tanti, ci ha affascinato l’idea di una passeggiata tra i sentieri che conducono agli alberi monumentali presenti sul territorio. Tra tutti, spicca un percorso che, oltre a regalare lungo la passeggiata punti panoramici sulla costa tirrenica, offre uno spettacolo unico: gli agrifogli giganti!

L’agrifoglio, a Piano Pomo, ha raggiunto infatti dimensioni impressionanti (15 metri di altezza per altrettanti di circonferenza) e la concentrazione di esemplari è tale (se ne contano circa 300), da costituire un vero bosco! Il momento migliore per vederli in tutto il loro splendore è dopo abbondanti nevicate con le loro turgide bacche rosse!

Non solo. A Castelbuono si trova un Museo Naturalistico intitolato a Francesco Minà Palumbo e ai suoi studi appassionanti nel terriotrio madonita (e in cui naturalmente spicca una collezione dedicata alla manna).

Dove mangiare a Castelbuono

Noi abbiamo sperimentato per due volte la cucina di Kilometrozero (proprio su via Sant’Anna). Consigliamo di prenotare un tavolo sul terrazzino così da avere una fantastica vista sul corso cittadino e il castello! Abbiamo ordinato una degustazione di antipasti tipici con caponatina siciliana; carpaccio di manzo con rucola, pomodorini e parmigiano e coniglio alla castelbuonese. Innaffiate il pasto con un vino locale e chiudete con un Lumia, un amaro a base di limoni prodotto dalla Magiantosa. Il nome lumia è quello di un agrume tipico siciliano metà limone e metà cedro utilizzato per marmellate, succhi e spremute. La pianta ha spesso scopo ornamentale.  Leggete questo interessantissimo articolo per scoprire qualcosa di più sulla lumia (che ha persino avuto un ruolo nell’arte!).

Concedetevi una cena al Palazzaccio, un piccolo ristorante dove provare una cucina innovativa capace di esaltare i sapori di ciascun piatto grazie a prodotti stagionali e a km0. Molto varia la lista dei vini che ben si abbinano alle creazioni dello chef, tutto cuore, talento e passione.

Quando andare a Castelbuono

Uno degli appeal di questo borgo è sicuramente il clima piacevole grazie alla sua posizione nel vallata delle Madonie, a un’altitudine di circa 400 metri e la relativa vicinanza al mare. L’ombelico del mondo, come lo ha definito Alajmo nel suo romanzo autobiografico “L’estate del ’78” (leggetelo, è la storia struggente di un adolescente che vede per l’ultima volta sua madre ma non lo sa e che ha ispirato l’omonimo disco, evocativo e toccante, di Marco di Stefano) regala in tutte le stagioni occasioni di svago ma chiaramente è maggiormente meta di turisti che sfuggono alla calura estiva. (Nota della Redazione: non è in questo stupendo romanzo che Alajmo definisce “ombelico del mondo” Castelbuono, ma in “Castelbuono, la città gentile“, e poi nella raccolta “L’arte di annacarsi).

Per questo, tanti sono gli appuntamenti che si concentrano in questa stagione. Oltre all’Infiorata, potrete partecipare ai festeggiamenti di luglio in onore della Santa Patrona, ai festival musicali (come l’Ypsigrock e il Jazz Festival) e alla kermesse enogastronomica delle Madonie come il DiVino Festival.

Se però volete godervi questo borgo in altri periodi, tenete d’occhio il prossimo calendario eventi autunnale, perché Castelbuono saprà ingolosirvi con festival enogastronomici e culturali di tutto rispetto (come il Funghi Fest).

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