Ultime tappe di Salvalarte tra monumenti e natura

[LAVOCEWEB] Ultime tappe per l?edizione 2009 di Salvalarte Madonie. Il fine settimana sar? denso di appuntamenti significativi e importanti. Domani, sabato 21 novembre, Salvalarte Madonie sar?, di mattina, a Castelbuono per sollecitare il recupero del ponte Panarello. Il pomeriggio tappa a Geraci Siculo per un appuntamento realizzato in collaborazione con la Fondazione Ignazio Buttitta al Convento dei Cappuccini.
Domenica, 22 novembre, Salvalarte Madonie intreccia la Festa dell?Albero, la campagna annuale di Legambiente, giunta alla XV edizione che coinvolge decine di migliaia di bambini nel compiere uno dei gesti pi? belli, emozionanti e significativi al mondo: piantare un albero e regalare all?ambiente nuovo prezioso ossigeno per compensare l?eccesso di emissioni di Co2 e contribuire alla lotta contro i cambiamenti climatici. E i bambini, in particolare la Banda del cigno di Legambiente, saranno coinvolti domenica mattina a Piano Sempria (Castelbuono) dove, in collaborazione con l?Azienda regionale Foreste demaniali, sar? inaugurato il primo sentiero madonita dei Monumenti
della natura. Alla fine dell’escursione a tutti i partecipanti sar? offerto un pranzo vegetariano, grazie alla collaborazione dei ristoratori e dei pasticcieri locali.
Salvalarte Madonie si concluder? domenica pomeriggio con un convegno per la tutela e la valorizzazione dei Beni culturali di Isnello

Di seguito il programma dettagliato:

sabato 21 novembre
Castelbuono
ore 10, iniziativa per sollecitare il recupero del ponte Panarello. Appuntamento al sito e a seguire, alla Badia, dibattito.

La nascita del ponte Panarello, insieme a quella del ponte ?Vecchio? Fiumara, va ricercata nella storia di Ypsigro, nucleo originario della citt? di Castelbuono. Non va dimenticato che Ypsigro era un punto di passaggio obbligato, il crocevia delle strade che collegavano, e collegano tuttora, gli altri centri circonvicini della contea: Pollina
con Isnello, Isnello con Geraci.. Il ponte Panarello, di presunta epoca medioevale, attraversando il torrente San Calogero, permetteva ai signori Ventimiglia il collegamento
con il porto di Campofelice.
Il ponte, a parte la perdita di consistenti parti, avvenuta in tempi passati e recenti soprattutto a causa dell?azione
erosiva dell?acqua piovana, si presenta in buono stato di conservazione.
Lo scopo del progetto elaborato dal Comune ? la rivalutazione di questi ponti e dei siti che li circondano nell?ottica di recupero globale di monumenti e paesaggio,
in quanto entrambi patrimonio della collettivit? e risorse inscindibili.

Geraci Siculo
ore 17, convento dei cappuccini, presentazione del progetto della Galleria delle arti popolari siciliane, in collaborazione con la fondazione Ignazio Buttitta.

Il convento dei cappuccini ? un importante tassello nella storia urbanistica di Geraci Siculo. Si trova a valle dell?abitato, in una posizione unica, eccezionale,
rispetto al processo di sviluppo che caratterizza la storia urbanistica dell?insediamento. L?architetto Giuseppe Antista sostiene un?ipotesi che prende le mosse dalle
iscrizioni presenti su due architravi di pietra poste sul lato est del cortile in cui ? possibile individuare due date che permettono di fa risalire la costruzione del piano
inferiore all?anno 1693 e del piano superiore all?anno 1695. Negli anni novanta il Convento ? stato sottoposto a una necessaria e attenta opera di restauro.
Il restauro ha trasformato, compatibilmente, la struttura in un museo che oggi ospita la collezione etnoantropologica civica, l?archivio dei testi storici del Comune e la sede
di parte del fondo dedicato dalla Fondazione Ignazio Buttitta alle tradizioni popolari. La Fondazione Buttitta ha scelto di utilizzare il Convento per inaugurare una
necessaria stagione di studi sul territorio delle alte Madonie, in cui queste architetture di pietra raccontano nel mistero della loro costruzione una storia che ancora ?
fatta di leggende e tradizioni.

domenica 22 novembre
Castelbuono – Piano Sempria
ore 9, escursione naturalistica al sentiero dei Monumenti della Natura. Appuntamento al rifugio del Cas.

Uno degli elementi pi? straordinari ed eccezionale del patrimonio naturalistico delle Madonie ? rappresentato dalla presenza di numerosi alberi monumentali. Sono circa
200 gli individui censiti che costituiscono un campione eterogeneo per qualit? di taxa rappresentati, parametri morfologici rilevati e contesto ambientale in cui insistono.
Di essi ? stata fatta una selezione degli esemplari pi? significativi sulla base della loro ?monumentalit?? che tiene conto principalmente dei parametri relativi alla misura della circonferenza massima e di quella rilevata a m.1,30 dal suolo, all?altezza, allo sviluppo, all?ampiezza della chioma e all?et? presunta. Sono stati, inoltre, tenuti in considerazione l?habitat in cui vivono e la valenza naturalistica e paesaggistica dei luoghi. In questo modo ? venuto fuori un elenco di 60 piante monumentali,
schedate in modo puntuale e dettagliato. Alcune di esse hanno caratteri di straordinariet? rispetto a quelle di altri contesti della nostra regione oltre che del territorio
italiano ed europeo. 18 di questi patriarchi verdi fanno gi? parte dell?Albo delle piante monumentali, istituito nel settembre 2005 con un Decreto dell?assessorato
regionale dei Beni culturali a seguito delle iniziative portate avanti da Legambiente Sicilia con il progetto i Monumenti della Natura. Continuando la campagna di
sensibilizzazione e conoscenza su questa altra e particolare ricchezza delle Madonie, intrinseca di storia, memoria e leggende, Salvalarte Madonie promuove la
realizzazione del primo ?sentiero madonita dei Monumenti della Natura?.
Con partenza dal rifugio del Cas di Piano Sempria, percorrendo il ?sentiero Natura? fino a Piano Pomo, e proseguendo per le pendici di Pizzo Stefano, per poi tornare
verso Cozzo Luminario e arrivare fino a Piano Cataggiddebbe, si incontreranno almeno 10 esemplari monumentali tra roverelle, agrifogli giganti, aceri campestri, faggi, aceri
minori. Un patrimonio culturale e naturalistico da tutelare e valorizzare.

Isnello
ore 18, centro sociale, convegno per la tutela e la valorizzazione dei Beni culturali di Isnello.

Lo straordinario patrimonio culturale di Isnello ? quasi tutto conservato nelle diverse chiese e spesso, purtroppo, non ? fruibile o non adeguatamente valorizzato.
La Chiesa Madre, di impianto quattrocentesco, ? a tre navate. Splendidi gli stucchi seicenteschi di Giuseppe Li Volsi, il coro ligneo di Federico Di Marco e Giacomo Mangio (1601), un tabernacolo marmoreo attribuito a Domenico Gagini, l?organo del 1615 con cassa in legno dorato e intagliato, la cappella dell?Addolorata affrescata da Ferraro, detto ?il Giulianese?, del secolo XVI con il quadro della ?Deposizione? dello Zoppo di Gangi. La Chiesa di Santa Maria Maggiore ? della fine del 1300. Vi si trovano una statua marmorea della Vergine del 1547, la cinquecentesca Croce lignea bifacciale pensile con raffigurante la crocifissione e la resurrezione, l?organo del 1754 con cassa lignea intagliata con sculture. Da vedere anche la Chiesa di San Michele, anteriore al XIV secolo, con un notevole soffitto ligneo a cassettoni, minuziosamente dipinto. Preziosissima la cantoria, splendido esempio di barocco ligneo, ammirato in pregevoli lavori di intaglio conservato in altre chiese. Nella Chiesa dell?Annunziata, di origine medievale e ristrutturata agli inizi del 1700, ? possibile ammirare una statua marmorea dell?Annunziata e dell?Arcangelo Gabriele, di scuola gaginiana, l?organo del 1765 – la cui cantoria aspetta da anni il restauro – e il quadro della ?Nativit?? dello Zoppo di Gangi. Mentre nella Chiesa del Rosario si apprezzare un quadro cinquecentesco del fiammingo Simone de Wobreck, raffigurante la Madonna del Rosario con, ai bordi, i quindici misteri illustrati, un magnifico paliotto, commissionato da Pietro Santacolomba Denti, conte di Isnello dal 1634 al 1666 e, della stessa epoca, un superbo paramento liturgico ricamato in oro, seta e corallo. Infine, ? stato da poco inaugurato il Museo Trame di Filo, che come museo attivo e museo laboratorio collegato alla scuola di ricami, vuole mantenere viva e far conoscere la tradizione e la storia del filet e del ricamo madonita.
20.11.2009