Ultimo treno per Piano Battaglia ed il turismo sulle alte Madonie

[pianobattaglia.it] Da pochissimi giorni è stato pubblicato il terzo bando di gara per il riammodernamento della stazione sciistica di Piano Battaglia. L’ennesimo capitolo di una vicenda grottesca, lunga circa 10 anni, ed iniziata nel 2004 con la consulenza affidata a Stefano Anzi, dall’allora Presidente della Provincia Regionale di Palermo Francesco Musotto, per dare un nuovo volto all’unica stazione sciistica della Sicilia occidentale. Purtroppo sappiamo tutti com’è andata: lungaggini, ritardi, riunioni, chiacchiere, sogni. Fino ad oggi. Il futuro di Piano Battaglia è legato a doppio filo ad un unico progetto che dovrà prevedere necessariamente la fruizione dei nuovi impianti 12 mesi l’anno, ed il rilancio dell’intera località come meta di turismo montano, dunque non solo invernale. La costruzione della seggiovia permetterà agli sciatori, in inverno, ed ai bikers o ai trekkers, in estate, di raggiungere comodamente la cima della Mufara, luogo panoramico d’eccellenza in Sicilia e punto di partenza per numerose escursioni. La realizzazione di punti informativi, di noleggi per attrezzatura da montagna (non solo sci e scarponi ma anche zaini, scarpe da trekking, bastoncini ecc..), di percorsi per bikers, di parchi avventura e aree per lo svago dei più piccoli, sdoganerà la fama di Piano Battaglia come meta esclusivamente invernale e creerà una rete di servizi per il turista, inspiegabilmente assente da sempre.

Chi si ostina a credere che i nuovi impianti di risalita non siano un volano per le intere Madonie, probabilmente è pazzo o in malafede. Piano Battaglia oggi è al centro di una landa desolata che sono le alte Madonie. Gli albergatori lamentano lo spaventoso crollo degli arrivi nei mesi invernali (soprattutto nei paesi limitrofi: Castellana Sicula, Polizzi Generosa, Petralie), mentre alcune strutture cadono a pezzi, abbandonate (Rifugio Orestano, la Montanina, lo Scoiattolo), o in altre si occupano i posti letto ospitando i migranti. Le strade sono dissestate, distrutte dall’incuria e dagli agenti atmosferici, molte case abbandonate e sfitte da decenni, molte altre in vendita. Cinghiali e daini pascolano e proliferano in libertà, senza controllo. I giovani madoniti fuggono dai propri paesi, in cerca di fortuna al nord Italia o all’Estero. Nessuna alternativa di impresa o sviluppo.

La speranza di un nuovo corso, di un cambiamento, è appesa ad una data: l’8 ottobre 2014. Quel giorno si apriranno le buste con le offerte per l’ammodernamento della stazione turistica montana di Piano Battaglia. Una data che potrebbe rappresentare l’anno zero di un futuro nuovamente roseo per la località montana e per le intere Madonie. Un’occasione che, ci auguriamo, non venga ostacolata in alcun modo, come sembra essere stato fino ad oggi.

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