“Un Berlusconi in meno in Parlamento, un governo Letta in più a inseguire il mito della crescita e la scoperta del Bhutan.”

Stamane ci siamo svegliati con un’Italia nuova. Silvio Berlusconi è ormai un ex senatore della Repubblica e abbiamo un governo nuovo, scarico di un peso non indifferente come la combriccola della nuova Forza Italia, e con una legge di stabilità che a meno di stravolgimenti alla Camera dei Deputati, presenta degli spunti molto molto interessanti. Il primo fra tutti è la decisione di finanziare i mancati introiti della rata IMU con una sovrattassa alle pensioni d’oro sopra i 90’000 Euro. La prima di queste notizie, letta così, non sembra un fatto rivoluzionario, visto che l’ex premier ha il record negativo di presenze in Senato. Ha un’importanza cruciale invece per tre fattori collaterali: il primo di carattere simbolico, che pone fine ad una presenza negli scranni della politica italiana che andava avanti ininterrottamente da 20 anni; il secondo di carattere politico, trattandosi del leader della principale forza conservatrice del paese e il terzo di carattere giudiziario, perché venendo meno lo status di senatore, svaniscono una serie di privilegi come quello dell’immunità parlamentare, che protegge dalla possibilità di venire processati per determinati reati, e questo a Berlusconi tornava molto comodo. Ma, per sua sfortuna, esistono dei regolamenti e delle leggi che impediscono ai condannati per evasione, come per altri reati, di fa parte del nostro parlamento e così sia. Il governo Letta, che oltre a quella già citata ha introdotto nell’agenda economica del nostro paese altre novità interessanti, però punta come sempre alla crescita del PIL, all’aumento della produzione del paese, alla crescita economica dello stesso continuando su una direzione che non ha via d’uscita. Le risorse limitate del pianeta e la globalizzazione delle merci e del mercato del lavoro rendono insostenibile il mito della crescita e della produzione, consegnandoci in mano alle lobby finanziarie che smuovono una quantità di denaro 100 volte tanto quella realmente prodotta dal sistema economico. L’inversione di rotta, nonostante la crisi dirompente che stiamo vivendo a pieno, non c’è. Per questo motivo temo che i modi di vedere la politica del nostro paese, tra centro destra e centro sinistra, non cambino. Abbiamo bisogni di slegarci dalla concezione finanziariocentrica e capire che l’obiettivo da perseguire è il benessere dell’uomo, di cui quello economico è solo una parte, e l’impostazione mentale che deve proprio cambiare. Jigmi Y. Thinley, primo ministro del Bhutan, ha detto: “Il Pil promuove la crescita economica illimitata, un modello insostenibile dal momento che il nostro pianeta ha delle risorse limitate. Il nostro modello invece si basa su quattro pilastri: L’esistenza di uno sviluppo economico equo e sostenibile, che include l’istruzione, i servizi sociali e le infrastrutture, in modo che ogni cittadino possa godere degli stessi benefici di partenza; la conservazione ambientale, che per noi è particolarmente importante visto che viviamo in un Paese che solo per l’8% ha un suolo utilizzabile per l’agricoltura; la cultura, intesa come una serie di valori che servono a promuovere il progresso della società; e infine il pilastro su cui si fondano tutti gli altri, il buon governo”. Fino a qualche mese fa non sapevo nemmeno dell’esistenza del Bhutan, poi ho conosciuto un ragazzo che da lì si è spinto fino a Bologna, non si capisce bene perché. Adesso quando lo incontrerò gli dirò che lui vive in un grande Paese e che, anche se prima di conoscere lui non sapevo esistesse, l’Italia dal Bhutan ha molto da imparare.

OltreFiumara vi dà l’appuntamento alla prossima settimana, buon weekend.

“Oltre Fiumara. Rubrica settimanale che apre uno spiraglio tra le cinta murarie del borgo, per far passare qualche notizia fuori dal comune.”

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