“Una spremuta di acqua intelligente”. L’inchiesta di Gianpiero Caldarella sulla rivoluzione in atto nel settore idrico in molti comuni delle Madonie

Il lungo approfondimento di Gianpiero Caldarella sull'acquisto di "contatori intelligenti" per il monitoraggio dei consumi dell'acqua da parte dei comuni madoniti

Capita raramente che il giornalismo del territorio si dedichi ad approfondire tematiche d’interesse comune, anche di rilievo, sobbarcandosi l’onere, il tempo e talvolta il coraggio – oltre alla necessaria dovizia e competenza – di muoversi tra carte, atti, confronti e dichiarazioni, e a restituirne il risultato ai lettori – cittadini. E’ un gap informativo, direbbero quelli bravi, di cui il territorio soffre e che blog come il nostro non riescono quasi mai a colmare.

Dimostrazione ne è l’argomento trattato dall’approfondimento di Gianpiero Caldarella, con il contributo di Pino Di Gesaro, sul blog Scomunicazione che, appunto, se non fosse per il lungo articolo che andiamo a riportare integralmente, rischierebbe di non essere “patrimonio pubblico”… come l’acqua. Il tema è infatti il servizio idrico e l’ingente fornitura che l’Unione dei Comuni Madonie ha approvato per 11 comuni del comprensorio.

Vi lasciamo alla ricostruzione, alle domande e alla penna sopraffina di Gianpiero Caldarella.

La Redazione


Mettetevi comodi se avete voglia di sapere cosa si muove in molti comuni del palermitano e in particolare delle Madonie attorno ad uno dei beni primari per la vita dell’uomo e cioè l’acqua. In fondo riguarda anche le vostre tasche, dato che diversi comuni si stanno attrezzando con dei mutui per far fronte alle spese necessarie per adeguarsi alle nuove leggi e regolamenti. Sono tutte quante spese necessarie? Starà a voi rispondere a questa ed altre domande, se avrete un po’ di tempo e di attenzione da dedicare alla lettura di questo lungo pezzo. Del resto anche l’acqua impiega il suo tempo per scendere dalle montagne fino a valle. A noi invece tocca l’onere di proporvi questo “cuntu”, un’inchiesta che inizia proprio dal conto, dal conteggio dell’acqua che sarà affidato a dei contatori intelligenti e che abbiamo diviso in tre parti. Seguirà poi la parte relativa al regime di salvaguardia, quello ottenuto dai comuni per continuare a gestire in proprio il servizio idrico. Anche lì ci sarà tanto da raccontare e da spiegare. In quanto al metodo, abbiamo deciso di non dare nulla per scontato, per questo abbiamo citato nel dettaglio leggi e regolamenti, abbiamo cercato di guardare ai vantaggi e ai possibili svantaggi di determinate operazioni su larga scala, abbiamo cercato di avere informazioni su cosa accade altrove per capire meglio cosa sta succedendo sulle Madonie. Adesso possiamo aprire i rubinetti. Servitevi pure.

I NUOVI CONTATORI: DOVE QUANDO E PERCHE’

Tra qualche mese in undici comuni delle Madonie faranno la loro comparsa i nuovi contatori intelligenti che andranno a sostituire i vecchi contatori dell’acqua. Veniamo ai numeri: un totale di 21.980 contatori e 37 sistemi smart (telelettore e software di gestione) per un importo a base d’asta che è stato fissato in quasi tre milioni di euro, per la precisione 2.940.893,79 euro

Tabella tratta dalla deliberazione n.16/2021 della giunta dell’Unione dei Comuni “Madonie” con i costi complessivi del progetto.

Il progetto “Fornitura di kit contatori per acqua potabile con modulo di telelettura” è stato infatti approvato dalla giunta dell’Unione dei Comuni Madonie il 22 aprile 2021 e il 3 giugno è stato sottoscritto l’avviso pubblico di manifestazione di interesse per procedere alla selezione delle aziende che parteciperanno alla procedura ristretta. Ultimo giorno utile alle imprese che vorranno  partecipare a questa gara sarà il 6 luglio.

I comuni interessati a questa “rivoluzione smart” sono: Caltavuturo, Campofelice di Roccella, Castelbuono, Collesano, Geraci Siculo, Isnello, Petralia Soprana, Petralia Sottana, Polizzi Generosa, Scillato e Sclafani Bagni, al cui interno risiedono complessivamente più di 35mila cittadini.

Ogni comune pagherà la sua fetta di questa fornitura di contatori smart in base al suo fabbisogno e dovrà prevedere l’inserimento di questa somma nel bilancio comunale. Un importo presunto che oscilla dai poco più di 40mila euro per Sclafani Bagni che necessita di 310 contatori per una popolazione di circa 400 abitanti a 583mila euro per Castelbuono che necessita di 4.415 contatori  per i suoi quasi 8.500 residenti.

Tabella tratta dalla Deliberazione della Giunta n.16/2021 dell’Unione dei Comuni “Madonie”. Abbiamo aggiunto solo il numero dei residenti per ciascun Comune. Il totale dei residenti coinvolti da questa operazione è 36621. Da notare come la percentuale tra il numero dei contatori e il numero dei residenti sia molto diversa tra comune e comune. Per fare un esempio, i comuni che hanno richiesto il minor numero dei contatori rispetto alla popolazione residente sono Campofelice di Roccella (35,74%, cioè ogni 100 residenti 35 nuovi contatori), Polizzi Generosa (48,14%) e Castelbuono (52,23%). Al contrario, i comuni che hanno richiesto il maggior numero dei contatori rispetto alla popolazione residente sono Petralia Sottana (103,75%) dove praticamente i nuovi contatori superano il numero dei residenti, Isnello (88,19%) e Scillato (78,86%).

Sarà la Centrale Unica di Commitenza (C.U.C) dell’Unione dei Comuni Madonie a stabilire chi si aggiudicherà quest’appalto, dopo aver fatto la necessaria pubblicità prevista per legge.

Molti di voi si chiederanno il perché di questa sostituzione di massa dei contatori. La ragione la si può ritrovare nel Decreto del 21 aprile 2017 n.93, ovvero il “Regolamento recante la disciplina attuativa della normativa sui controlli degli strumenti di misura in servizio e sulla vigilanza sugli strumenti di misura conformi alla normativa nazionale e europea”. Lì, nell’allegato 4, si stabilisce la “periodicità della verificazione degli strumenti di misura in servizio”, cioè dalle bilance ai distributori di carburante ai contatori della luce e via dicendo. Per i contatori dell’acqua è stabilita una verifica ogni dieci anni per quelli meccanici con portata permanente fino a 16 metri cubi all’ora e di 13 anni per quelli statici e venturimetrici con portata permanente superiore a 16 metri cubi all’ora. Inoltre, nell’articolo 18 dello stesso regolamento si stabilisce che “la prima verifica può essere svolta entro un triennio dall’entrata in vigore del presente decreto”, anche se poi per quello che riguarda i contatori di acqua, luce e gas si stabilisce una possibilità di deroga “anche in funzione di eventuali piani di miglioramento dei servizi di misura con sostituzione degli strumenti di misura esistenti e per coordinare i conseguenti adempimenti, evitare oneri sproporzionati per gli operatori e riflessi negativi sui livelli dei prezzi”Ma perché sostituirli anziché revisionarli? Semplice, perché la revisione di ogni singolo contatore a quanto pare costerebbe molto di più, il che produrrà inevitabilmente tanta immondizia in barba alle logiche dell’economia circolare e delle regole del riciclo e del riuso tanto in voga quando si parla di rifiuti, ma questa è la prassi un po’ dappertutto. 

Interessante a tal proposito è un video pubblicato su facebook dal sindaco di Castelbuono Mario Cicero il 27 dicembre 2020 in cui afferma che “stiamo lavorando insieme per garantire gli impegni che ci impone l’Agenzia di controllo nazionale che dice che se entro giugno, massimo ottobre 2021 non cambiamo i contatori con contatori moderni, nuovi, ci fanno 500 euro a verbale per ogni contatore. Noi abbiamo 5.500 contatori e dovremmo pagare due milioni e mezzo di euro. Noi stiamo accelerando per comprare e montare dei contatori nuovi, così da non avere l’infrazione, fatta da parte dell’Arera. In secondo luogo (ndr: conviene) avere contatori nuovi perché sempre l’organo di controllo ci obbliga ad avere una lettura minimo due o tre volte l’anno”.

Il sindaco di Castelbuono Mario Cicero

Fermiamoci qui al momento, per fissare un altro principio introdotto dall’Arera con la delibera 218/2016/R/idr  che da gennaio 2017 obbliga gli enti gestori dell’acqua -in questo caso i comuni- ad effettuare almeno due tentativi di lettura all’anno a distanza di almeno 150 giorni nel caso di consumi fino a tremila metri cubi e tre controlli nel caso venga superata questa soglia, permettendo e incentivando in ogni caso la modalità dell’autolettura. 

Questo significa che i nuovi contatori intelligenti potrebbero tornare molto utili alle amministrazioni dato che snellirebbero il lavoro di rilevazione dei dati di lettura finora eseguiti fisicamente dai dipendenti comunali. Questi strumenti, infatti, sono in grado di comunicare il dato del consumo in tempo reale direttamente sul terminale di chi si occuperà della rilevazione dei dati, oltre che segnalare eventuali perdite o informazioni sulla qualità dell’acqua.

UNA SCELTA CORALE E UNA DISCUSSIONE APERTA

Posta in questi termini, tutta la vicenda sembra non meritare particolare attenzione dal punto di vista giornalistico, come se il percorso fin qui elaborato dalle amministrazioni che gestiscono gli acquedotti fosse né più e né meno che un atto dovuto. Eppure una scelta tanto strategica quanto onerosa per le comunità coinvolte avrebbe sicuramente meritato più spazio nel campo della comunicazione istituzionale. In altre parole, le amministrazioni comunali avrebbero potuto fornire più informazioni sulle trasformazioni in atto nel settore idrico e delle scelte che stavano ormai da tempo operando.

Quello che succede è invece che un minimo di dibattito pubblico inizia a crearsi dopo che gli undici comuni coinvolti, tra il 16 dicembre 2020 e il 20 gennaio 2021, con delle delibere di giunta -cioè senza un mandato esplicito dei vari consigli comunali- approvano uno schema di accordo “per il conferimento, all’Unione dei Comuni “Madonie” del mandato per l’attivazione di un Accordo Quadro ai sensi dellart.54 del D. Lgs n. 50/2016, per la fornitura di Kit di contatori intelligenti da installare presso le utenze civili ed industriali” servite dagli stessi comuni nell’ambito del Servizio Idrico Integrato. Il primo Comune a firmare questo accordo è Sclafani Bagni, l’ultimo Petralia Soprana, dove ha sede l’Unione dei Comuni.

A questo punto, soprattutto sui social data la pandemia e l’impossibilità di riunioni in pubblico ci si inizia a chiedere quanto costeranno questi contatori smart, se la gestione del servizio idrico continuerà ad essere interamente pubblica, se i comuni avranno le necessarie risorse, cioè di personale competente per gestire delle reti informatiche capaci di interfacciarsi con ogni singolo contatore intelligente. 

Arriva quindi il momento in cui alcuni sindaci, come quello di Isnello, Marcello Catanzaro, sollecitato sulla questione via social, rassicura la popolazione dicendo che la gestione dell’acqua rimarrà pubblica e che per questo obbiettivo i comuni che hanno firmato l’accordo con l’Unione si sono impegnati in una battaglia che dura da più di un anno ottenendo il “regime di salvaguardia” che consentirà di continuare a gestire il servizio idrico senza cedere questa competenza all’Amap S.p.A. (Azienda municipalizzata Acquedotto di Palermo, ente gestore del servizio idrico integrato in 34 comuni dell’area metropolitana di Palermo), che quella dei contatori intelligenti è una scelta di efficientamento e di progresso, che l’Unione dei Comuni rappresenta gli interessi di ogni singolo comune e che in sostanza il comune di Isnello, nello specifico, ha le risorse o quantomeno le potenzialità per affrontare le nuove sfide contando sui propri mezzi. Sul come mai poco era stato comunicato fino a questo punto, la risposta data il 26 gennaio su Fb non lascia adito a dubbi: “Divulgare pubblicamente il raggiungimento e gli effetti di questo importante traguardo raggiunto era già intendimento di questa Amministrazione: attendevamo solo la conclusione del procedimento”.

Il sindaco di Isnello Marcello Catanzaro

La situazione è più o meno analoga negli altri comuni, vale a dire che i cittadini poco o nulla sanno di quanto sta accadendo. Intanto i fatti si susseguono rapidamente.

Il 18 febbraio 2021 con la determina n.3 l’Unione dei Comuni nomina il geometra Salvino Spinoso -già responsabile tecnico del comune di Petralia Soprana e a quella data in forze presso l’Unione dei Comuni-, come Responsabile Unico del Procedimento (R.U.P.) per l’attuazione della fornitura dei kit di contatori intelligenti. A firmare la determina è il Responsabile del settore tecnico dell’Unione, ingegnere Pietro Conoscenti.

Da notare che nella stessa determina, tra le premesse, si legge che “l’Amministratore Unico di SOSVIMA SpA con nota prot. N° 1780 dell’16.02.2021 ha invitato il Responsabile del Settore Tecnico dell’Unione di voler procedere con la massima celerità possibile all’avvio delle procedure necessarie al raggiungimento del precitato obiettivo”

Con questo passaggio nel nostro racconto entra in gioco un altro attore, cioè la Sosvima (Società Sviluppo Madonie), una società pubblico-privata nata nel 1997 come soggetto responsabile del patto territoriale e che da tanti anni consorzia enti pubblici e forze imprenditoriali, diventando ormai da tempo una realtà consolidata per lo sviluppo del territorio, grazie alle sue capacità progettuali e relazionali. A guidare la Sosvima, che ha sede a Castellana Sicula, è l’amministratore unico dottor Alessandro Ficile.  

Dal contenuto delle poche righe in cui la Sosvima è citata nella determina, possiamo dedurne che di certo non manca di autorevolezza o di capacità di convinzione se solo due giorni dopo dal “sollecito” viene nominato il RUP.

Qualcosa però non ha funzionato per il meglio, dato che il 7 aprile 2021 il geometra Spinoso rassegna le sue dimissioni volontarie irrevocabili dal ruolo di Responsabile Unico del Procedimento e così il 19 aprile 2021 con la determina n.19 dell’Unione dei Comuni viene nominato il nuovo Rup nella persona dell’ingegnere Pietro Conoscenti. A firmare la determina è ancora una volta il Responsabile del Settore Tecnico dell’Unione, cioè l’ingegnere Pietro Conoscenti. Quale sia il motivo delle dimissioni non si sa, ma quello che salta agli occhi è che solo tre giorni dopo, il 22 aprile, viene approvato dall’Unione il progetto per la fornitura di Kit di contatori intelligenti, un “piccolo” progetto da quasi tre milioni di euro.


Fin qui abbiamo parlato dell’iter burocratico per i contatori smart. 

A questo punto crediamo sia necessario iniziare a chiarire una cosa. Il vero regista di tutta quanta l’operazione non è l’Unione dei Comuni ma la Sosvima come ci conferma al telefono il presidente dell’Unione nonché sindaco di Petralia Soprana, Pietro Macaluso, intervistato telefonicamente il 22 marzo 2021: “L’Unione non ha competenza sulla gestione del servizio idrico. I comuni che siamo in regime di salvaguardia abbiamo sostanzialmente sottoscritto con Sosvima un supporto tecnico per poter continuare a mantenere la salvaguardia e in questa ottica si è proceduto per cercare di adeguare tutto, compreso i contatori nei singoli comuni per andare a sostituire quelli che non sono a norma e con la possibilità della lettura a distanza, cioè con un sistema -anche se fossero a norma gli attuali- moderno, che semplifica questo tipo di controllo. In questa ottica si ascrive questo accordo siglato dai singoli comuni, ma non dall’Unione, non vorrei appropriarmi di qualcosa che non mi compete. Semmai, se c’è un ente che ci accomuna in questa situazione è la Sosvima, che è l’ente di sviluppo territoriale competente nel territorio a cui noi abbiamo in qualche modo delegato il supporto tecnico.

Il sindaco di Petralia Soprana, nonchè Presidente dell’Unione dei Comuni Madonie, Pietro Macaluso

L’Unione è l’unico ente che ha la Centrale unica di committenza, nel territorio naturalmente, e siccome noi qui facciamo un ragionamento di sistema,-continua Macaluso– allora l’Unione sta tra virgolette prestando a titolo gratuito a questi comuni -che tra l’altro poi sono pure soci dell’Unione, quindi in qualche modo è fra virgolette un giro, come dire, fatto in famiglia-, sta prestando la disponibilità di celebrare la gara per l’acquisto dei contatori tramite la C.U.C..  L’Unione cioè sta entrando in questo sistema attraverso la possibilità di fare la gara.”

Qualche giorno dopo, anche l’amministratore unico della Sosvima, Alessandro Ficile, sentito al telefono, conferma questa versione, dichiarando che “questo non è un percorso che sta portando avanti l’Unione dei Comuni, l’Unione su questa procedura non ha messo becco, si limiterà, non l’Unione ma la CUC, la Centrale unica di committenza, a celebrare la gara secondo le indicazioni che noi abbiamo rassegnato, quindi l’Unione non è soggetto attivo.”

Per quanto riguarda la questione del supporto tecnico fornito da Sosvima per supportare i comuni nel percorso di riconoscimento del regime di salvaguardia ne parleremo in seguito. Al momento, limitiamoci ad affrontare la questione dei contatori intelligenti.

Una delle domande che i cittadini si erano posti è se i comuni saranno in grado di gestire questo tipo di infrastruttura, cioè una rete intelligente, vale a dire software e hardware e quindi non solo la telelettura, ma anche la segnalazione dei guasti, la gestione ordinaria o i possibili malfunzionamenti. Domanda che abbiamo “girato” al Presidente dell’Unione dei Comuni, Macaluso, che risponde anche e soprattutto in quanto sindaco di Petralia Soprana ed afferma: “Certamente, l’obbiettivo è quello di avere questa possibilità. Sostanzialmente noi ragioniamo anche nell’ottica di poterlo fare anche con un sistema associato. Ad esempio, mentre in questo momento il nostro Comune si gestisce dalla lettura alla bolletta, (ndr: ragioniamo sul) poterlo fare anche in maniera coordinata tra tutti noi, però naturalmente stiamo partendo ora quindi in questo senso ci muoveremo ma ancora non abbiamo fatto un iter che giustifica questo.”

Più o meno simile è la risposta che dà Alessandro Ficile di Sosvima: “È una discussione aperta, si potrebbe profilare anche un’ipotesi di gestione condivisa fra i comuni, ma è un ragionamento ancora aperto, prematuro”.

L’amministratore unico di Sosvima, Alessandro Ficile

E alla domanda se è ipotizzabile l’ingresso dei privati in questa fase di gestione dell’acqua 

“Sì, per quanto riguarda il servizio di bollettazione per capirci. Tenga conto -continua Ficile- che parecchi comuni ricorrono già ad operatori privati, esperti del settore che si occupano della tariffazione e della bollettazione, quindi il comune diciamo opera le letture e poi c’è un soggetto terzo che si occupa dell’emissione dei ruoli”.

Questo ci sembra un punto fondamentale. A fine marzo del 2021, quando manca meno di un mese dall’approvazione del progetto (22 aprile), non si è ancora definito un percorso chiaro su come i singoli comuni gestiranno l’infrastruttura di rete che consentirà di rendere pienamente operativi questi contatori intelligenti. Certo, nulla esclude che ci siano i tempi per poter assolvere in un secondo tempo questo compito, eppure la sensazione è che la scelta di “modernizzare” il servizio, in un’ottica di pianificazione lungimirante, avrebbe dovuto prevedere anzitempo come realizzare questo step. Anche perché, al di là dell’acquisto iniziale dei contatori, i costi di gestione, saranno sicuramente diversi a seconda che ogni comune faccia tutto da sé, oppure più comuni realizzino una forma di gestione condivisa, oppure decidano di affidarsi a un privato.

Per cercare di rendere l’idea, se un domani i comuni decidessero di servirsi solo di auto elettriche per espletare le loro funzioni di servizio, nessuno potrebbe negare che starebbero facendo una scelta che privilegia l’innovazione e l’ecologia, ma sarebbe lecito attendersi che abbiano previsto la disponibilità nel territorio delle colonnine di ricarica. 

Ma evidentemente se è stata fatta questa scelta ci saranno delle ottime ragioni. Ragion per cui chiediamo all’amministratore di Sosvima se era stata ipotizzata la scelta di sostituire i vecchi contatori con dei nuovi apparecchi ma di tipo tradizionale, meccanico e la risposta è che in una fase iniziale questa possibilità era stata presa in considerazione ma poi alla fine questa ipotesi è stata scartata e “gli amministratori hanno tutti deciso per i contatori intelligenti”.Posta così la questione, sembra che l’Unione dei comuni Madonie, una delle più grosse d’Italia con 17 comuni aderenti e un diciottesimo in arrivo, cioè Polizzi Generosa, il cui consiglio comunale ha richiesto l’adesione a fine marzo, sia un monolite, eppure sulla questione acqua le differenze sono tante. Noi sappiamo che sono 11 i comuni che hanno aderito all’accordo quadro. Non tutti fanno parte dell’Unione, come ad esempio Caltavuturo, Campofelice di Roccella, Scillato, Sclafani e Polizzi Generosa, pur essendo convenzionati solo per alcuni servizi con l’Unione dei Comuni “Madonie”. I restanti sei comuni fanno invece parte dell’Unione, cioè Castelbuono, Collesano, Geraci, Isnello, Petralia Soprana e Petralia Sottana. Ciò che accomuna questi 11 comuni è il fatto che tutti quanti sono soci di Sosvima ed hanno ottenuto il regime di salvaguardia che consentirà, ribadiamo, di continuare a gestire il servizio idrico. Altri sette comuni dell’Unione erano già soci dell’Amap S.p.A. e quindi esclusi in partenza da questo percorso. Stiamo parlando di Alimena, Aliminusa, Blufi, Bompietro, Caccamo, Montemaggiore Belsito e San Mauro Castelverde. E siamo a 13. L’unico comune dell’Unione a cui è stato rifiutato il regime di salvaguardia è Castellana Sicula. Ne mancano ancora tre. E cioè Gangi, Pollina e Gratteri. Questi tre comuni continueranno a gestire il servizio idrico in proprio ma non hanno aderito all’accordo quadro per la fornitura dei contatori intelligenti.

I CASI PARTICOLARI E IL DUBBIO: UNA SCELTA VERAMENTE CONVENIENTE?

Ci siamo chiesti come mai i comuni di Gangi, Pollina e Gratteri non abbiano aderito all’accordo quadro dal momento che, per come è stata dipinta la faccenda, sembra un percorso conveniente per tutti. 

Il sindaco di Gangi, Francesco Paolo Migliazzo, sentito a fine marzo, ci dice che “dipende dal fatto che noi avevamo già acquistato i contatori e quindi non era il caso. Abbiamo investito diverse centinaia di migliaia di euro qualche anno fa, non ero sindaco io e quindi i contatori sono a norma. Avevamo una minima parte non a norma ma li abbiamo acquistati e li stiamo sostituendo, quindi ovviamente non abbiamo aderito. Sa, stiamo parlando sempre di denaro pubblico. L’unica differenza è che i nostri contatori non hanno il telecontrollo. Ce ne faremo una ragione e andiamo a rilevare la lettura con un impiegato”.

Il sindaco di Gangi, Francesco Paolo Migliazzo

Tutto chiaro, i contatori per legge vanno sottoposti a revisione o sostituzione ogni dieci anni e il comune di Gangi li ha già sostituti da poco. Nessuna legge tra l’altro impone dei contatori smart.

Un po’ più interessante è il caso del Comune di Pollina, contattato telefonicamente a fine marzo. L’assessore Salvatore Gaglianello in merito ai motivi che hanno portato a non sottoscrivere l’accordo quadro risponde: “proprio pochi minuti fa ho parlato con il nostro assessore, Scialabba, che è assessore al comune di Pollina ed è anche assessore all’Unione dei Comuni, il quale mi ha detto di parlare con Sosvima, con Ficile, per capire, perché qui noi non ne sappiamo niente. Non ne sappiamo niente, perché, diciamo, questa rinuncia è stata fatta dalla precedente amministrazione, in quanto noi ci siamo insediati ad ottobre (ndr: 2020) e la cosa è una cosa vecchia che noi abbiamo saputo quando lei ha chiamato il sindaco Musotto (ndr: un paio di giorni prima avevamo scambiato due battute col sindaco Musotto che ci aveva rimandato all’assessore), perché altrimenti non ne sapevamo niente di questa cosa. Stiamo cercando di capire per quali motivi, perché la precedente amministrazione non ha aderito a questo progetto (…) anche perché non le nascondo che io mi occupo anche di tutto l’idrico a Pollina e avere i contatori con l’autolettura per noi sarebbe importante”.

A spiegare meglio le ragioni di questa “assenza”, ci pensa ancora una volta l’amministratore unico di Sosvima, Alessandro Ficile: “per quanto riguarda Pollina questo percorso di assistenza tecnica è partito con l’amministrazione Culotta la quale non si è sentita. Eravamo all’inizio del 2020, le elezioni dovevano essere a maggio, poi come lei sa la pandemia ha spostato il termine e alla fine si è arrivati ad ottobre. Quindi diciamo, fra gennaio e febbraio, quando tutti gli altri comuni hanno richiesto il nostro supporto tecnico, lei ha ritenuto opportuno di -come dire- non farlo anche per non mettere di fronte a un fatto compiuto, a una scelta del genere, la nuova amministrazione che si sarebbe insediata da lì a poco e che invece poi per altri motivi, le elezioni sono slittate e sono state portate ad ottobre. Quindi il motivo è di opportunità, di scelta, di visione, perché il comune di Pollina rientrava tra i comuni che in una prima fase abbiamo seguito”.   

Questo spaccato di conversazione d’un tratto inserisce un altro attore nel nostro racconto e cioè la politica. Il fatto che aderire o meno a questo accordo quadro, al di là dei tecnicismi e dei vantaggi e delle incertezze sulle scelte ancora da prendere, sia anzitutto il frutto “di una scelta, di una visione”, non lascia adito a dubbi. Si tratta indubbiamente di un atto politico, qualcosa di più di un atto dovuto, per dirla in breve. Inoltre, secondo la ricostruzione di Ficile, la delicatezza con cui l’ex sindaco Magda Culotta tratta l’amministrazione che seguirà, non meritevole di essere messa “di fronte a un fatto compiuto”, stride con il basso profilo tenuto da tutti o quasi gli enti coinvolti in questa faccenda in merito alla comunicazione e alle informazioni che potevano essere veicolate alle decine di migliaia di cittadini coinvolti dalle trasformazioni in atto nel settore dell’acqua. Per dirla con le parole, tra l’altro già citate, di uno dei sindaci coinvolti nell’accordo quadro: “attendevamo solo la conclusione del procedimento”. In altre parole, il fatto compiuto.

Dopo Gangi e Pollina, l’ultimo “caso particolare” da prendere in rassegna è quello del Comune di Gratteri. Riusciamo a contattare telefonicamente a fine marzo l’assessore Nico Cirrito a cui chiediamo come mai il Comune di Gratteri non ha aderito all’accordo quadro e la sua risposta è illuminante: “noi abbiamo fatto, diciamo, un’indagine di mercato, abbiamo chiamato direttamente Hitron e il fornitore di Hitron è Immedia che ci ha fatto uno sconto che a nostro avviso è più vantaggioso, ma forse è meglio che parli con l’ufficio tecnico che ha i dati per fare la fornitura diretta, risparmiando un bel po’ di soldi, penso. Siccome il nostro è un comune modesto, abbiamo acquistato un contatore che mediante la lettura pro-scan, noi passando per le strade del paese mediante questo sistema riusciamo ad avere una lettura immediata a differenza, penso, di altri contatori che andrebbero a fornire il dato direttamente alla centrale, praticamente in comune”.

È la prima volta da quando è iniziata la nostra inchiesta che ci troviamo di fronte ad uno dei comuni dell’Unione che sceglie di percorrere consapevolmente una strada autonoma e per di più sulla base del dato “crudo”, cioè dei costi e pertanto insistiamo chiedendo all’assessore come sono arrivati a queste valutazioni, che risponde: “non so cosa stanno facendo gli altri comuni, può darsi che risparmiano più di noi, ma noi abbiamo fatto un’indagine, abbiamo chiamato Sosvima e dai costi e dalla tipologia dei contatori si parlava di circa 70 euro a contatore. Noi lo stiamo comprando alla metà e quindi lei pensi se noi compriamo a 70 euro quando possiamo spendere meno. Penso proprio di no. Il sindaco in persona ha chiamato Sosvima, solo per il prezzo, ma visto il loro ed il nostro abbiamo subito recesso e deciso di andare per la nostra strada, anche perché i primi cento contatori li abbiamo già acquistati e non si è andati oltre. Si figuri che nel 2020, rispetto al 2019, abbiamo avuto un ulteriore sconto, quindi faccia lei. Noi facciamo gli interessi dell’Ente, come penso faccia Sosvima, ma difendiamo la nostra scelta economica, infatti abbiamo anche parlato con un rappresentante di Immedia e penso che siamo riusciti a spuntare un buon prezzo”.

Per completezza d’informazione sentiamo a questo punto anche l’ingegnere Giuseppa Castiglia, responsabile dell’Area tecnica del Comune di Gratteri, la quale non prende posizione rispetto alle valutazioni fatte in merito alla scelta di non aderire all’accordo quadro ma in qualche modo arricchisce il discorso sui perché di questa scelta. L’ingegnere dichiara infatti: “io devo ovviamente, sempre nello spirito di economicità, pensare di far dialogare quello che ho con quello che acquisto in futuro. Sto cercando di verificare, di fare delle piccole indagini per vedere che tipo di contatore posso montare, le caratteristiche che ha e soprattutto la capacità di interagire con il software che già ho. Il servizio idrico integrato a Gratteri è volto, diciamo, ai tre riferimenti di cui alla legge 152/06: efficienza, efficacia ed economicità. Essendo un piccolo comune abbiamo un rapporto tra numero di contatori e prezzo difficilmente comparabile a quello di altri comuni”.

Già, perché secondo le ultime rilevazioni Istat il comune di Gratteri nel 2017 contava circa 940 residenti, quindi certamente si tratta di un piccolo comune, ma per completezza di informazione va detto che Scillato ne conta poco più di 600 e Sclafani Bagni circa 400 e il fabbisogno di contatori smart previsti nell’accordo quadro è rispettivamente di 485 e 310 per un importo a base d’asta, comprensivo di telelettore e software gestionale, rispettivamente di 63.956 e 40.784 euro, in pratica circa 130 per ogni singolo contatore, comprensivo di modulo smart.

Dato che l’ingegnere Castiglia non ha voluto parlare di prezzi e non possiamo dare per buone le indicazioni forniteci dall’assessore Cirrito che ha dato dei numeri a memoria senza avere le carte davanti a sé, decidiamo di capire cosa succede in altre parti della Sicilia. Siamo a Ferla, un comune che conta poco più di 2300 residenti in provincia di Siracusa. A fine dicembre 2020 decidono di acquistare 150 contatori più altrettanti moduli per la lettura automatica via radio frequenza. Insomma, qualcosa di simile al prodotto che avrebbe deciso di acquistare il comune di Gratteri. Il produttore dei contatori è lo stesso, Hitron e anche il fornitore è Immedia S.p.A., una società di Reggio Calabria che fornisce servizi ai comuni e tra l’altro è anche fornitrice del software di gestione dell’acquedotto di Ferla. Una società che fornisce servizi in molti comuni della Sicilia e anche delle Madonie. Per fare un esempio, si tratta della società che si occupa del servizio di bollettazione dell’acqua nel Comune di Isnello. Chiaro che l’acqua rimane pubblica ma a poco a poco i servizi che le ruotano attorno in molti comuni stano diventando appannaggio dei privati che evidentemente li offrono a prezzi competitivi a dei comuni che decidono di dismettere il servizio che prima operavano perché non hanno le risorse o perché semplicemente viene a costare meno rispetto a quanto si spenderebbe usando personale interno all’ente. Tutto nella legalità, sia chiaro, certo fa un po’ sorridere che in alcuni comuni si vanti un’indubbia “autosufficienza” di risorse interne e competenze sulla possibilità di gestire una rete smart quando già, anche per le bollette si deve ricorrere a società esterne. 

Ma torniamo al Comune di Ferla: nella determinazione n.465 del 21 dicembre 2020 si parte da un prezzo di listino di 17 euro più iva per il contatore (DN 15) e  36 più iva per il modulo di lettura, cioè un totale di quasi 65 euro iva compresa a contatore per un totale di 9.746,58 euro. L’offerta fatta da Immedia per la stessa cifra offre un totale di 170 contatori e altrettanti moduli di lettura. Alla fine ogni singolo kit verrà a costare poco più di 57 euro, iva inclusa. 

Tabella tratta dall’avviso pubblico di manifestazione di interesse dell’Unione dei Comuni (settore tecnico) del 3 giugno 2021

A questo punto abbiamo un minimo di informazione in più per capire quanto la scelta dei contatori smart incida sul prezzo rispetto ai contatori tradizionali provvisti di modulo di lettura, che per intendersi sono quelli che permettono, avvicinandosi con un tablet, di ricevere i dati senza dover fisicamente leggere il contatore, ma in ogni caso senza la possibilità di ricevere la lettura direttamente in ufficio. Il prezzo di listino di questi kit di contatori tradizionali era infatti di circa 65 euro, e su 170 pezzi il ribasso è stato di circa il 10%. Per quanto riguarda l’accordo quadro, per ogni singola utenza -sempre comprensiva di modulo smart, ribadiamo- il prezzo a base d’asta è circa il doppio, intorno ai 130 euro, anche se è presumibile che trattandosi di una grossa fornitura, cioè quasi 22mila pezzi, il ribasso sarà più del 10%.

Non ci vuole un laureato in matematica per capire che si tratta di un prezzo notevolmente superiore, e in ogni caso la spesa aggiuntiva potrebbe giustificata dal vantaggio di avere la telelettura. Quello che però appare doveroso chiedersi è se dei piccoli comuni che contano poco più e in alcuni casi molto meno di mille abitanti abbiano veramente bisogno di un sistema tanto intelligente, soprattutto considerando il fatto che probabilmente non saranno nelle condizioni di manovrare tanta intelligenza e quindi dovranno affidarsi a un servizio condiviso o affidarlo a privati. 

Certo, nessuno di noi è contrario per principio all’innovazione tecnologica e al progresso, ma forse non bisognerebbe neanche mettere in secondo piano i concetti di efficacia ed economicità, che sono principi cardine della legge 152 del 2006. 

Crediamo sia un bene ad esempio che esistano gli ascensori e che se ne sviluppino di sempre più veloci e sicuri per salire e scendere da palazzi sempre più alti, ma ci chiediamo se avrebbe senso istallare un ascensore su una delle casette tipiche dei comuni delle Madonie, di 20 o 30 mq a piano per due o tre piani. Siamo sicuri che questo tipo di scelta rappresenterebbe veramente un vantaggio o gli spazi tolti all’abitabilità renderebbero di fatto invivibili quelle dimore?

Fuor di metafora è inoltre lecito chiedersi se veramente più comuni con diverse situazioni demografiche, con differente dislocazione nel territorio delle utenze, con un dissimile stato di avanzamento di sostituzione dei vecchi contatori negli anni  -un esempio è quello di Petralia Soprana che di recente aveva sostituito già circa 400 contatori- abbiano bisogno di un maxi piano che se da un lato offre certamente delle possibilità di risparmiare sullo sconto derivante da un maxi acquisto, dall’altro rischia di non calzare a misura sulle esigenze di ogni singola comunità. 

Perché non bisogna dimenticare che al di là del costo di acquisto iniziale, per cui diversi comuni si stanno impegnando aprendo dei mutui, vi saranno poi i costi di gestione ordinaria e straordinaria. L’impressione è che, anche per quello che riguarda i costi di sostituzione, forse sarebbe stato il caso di procedere ad una graduale sostituzione dei contatori, come altri comuni dell’isola sembra stiano facendo da tempo, per non incidere troppo sulle casse comunali, dato che, specie per i comuni più grandi, cambiare di colpo migliaia di contatori richiederà degli sforzi organizzativi che le macchine comunali probabilmente non riusciranno a coprire con il personale interno.

Va detto comunque che quello che accadrà nei comuni madoniti che installeranno i contatori intelligenti non sarà qualcosa di standard per tutti. Come spiega l’amministratore di Sosvima: “la tipologia della gara sarà un accordo quadro, dove come previsto dalla norma, il soggetto fornitore, l’aggiudicatario per capirci, si impegnerà a mantenere lo stesso prezzo per 48 mesi. In questo lasso di tempo i comuni potranno, con ordini di acquisto comunali, procedere all’acquisto di diversi lotti di contatori. (…) La cornice unitaria deve tenere conto dei fabbisogni particolari da comune a comune, quindi ci saranno comuni che faranno integralmente la sostituzione in unica soluzione, vedi Polizzi Generosa e Castelbuono, perché hanno già la copertura finanziaria per gli acquisti e ve ne saranno altri che spalmeranno questi acquisti nel tempo ed altri ancora che magari lo faranno per una parte ma non per tutta la totalità”.

Certo, non sarà stato facile mettere d’accordo tutte questi comuni su un percorso condiviso, specie alla luce dei tanti “fabbisogni particolari”, ma in fin dei conti ognun delle singole amministrazioni ha operato delle scelte che a nostro avviso sono anzitutto di natura politica. Scelte che impegnano per il futuro decine di migliaia di cittadini madoniti e che pongono al centro di questo capitolo sulla gestione dell’acqua l’intelligenza, quella dei contatori ma anche quella della politica, che viene praticata dall’alto, dagli amministratori e dal basso, dai cittadini consapevoli delle scelte che riguardano le loro esistenze.

Gianpiero Caldarella con la collaborazione di Pino Di Gesaro

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