“Vacanze castelbuonesi 2013”

Castelbuono anno 2014. Sono in corso le festività natalizie e di inizio anno. Quest’anno decido di passare nel centro madonita 10 giorni. E’ sempre piacevole tornare nel proprio paese e incontrare amici e parenti, specie in occasioni di festa, quando tutti sono più felici e riposati, e per un attimo gli impegni di lavoro lasciano spazio al tempo libero da dedicare agli altri o a se stessi. Finiscono qui gli encomi, adesso passo alle cose di cui più mi piace parlare: ciò che non funziona. Partiamo dal fatto che, come già successo altre volte, ho ospitato in casa persone che non erano mai state a Castelbuono e i miei cari concittadini non hanno mancato di riservar loro occhiate malcelate di scruto o, per usare un termine più appropriato, autopsia. Nulla per far sentire a proprio agio il “forestiero”, nulla per apparire come una comunità abituata al turista, al nuovo, al diverso. Fortuna che la maestosità del cibo casalingo e dei ristoranti e la calda accoglienza degli amici più stretti ha reso più dolce il soggiorno. Ma questa è poca roba rispetto ad un altro fatto che mi ha letteralmente infuriato: al palazzo Failla, in via Garibaldi, è stata allestita una splendida mostra di dipinti di un gruppo neo-costituito di giovani studenti o ex studenti dell’Accademia di Belle Arti di Palermo. Un percorso ben studiato, che merita fiducia, stima, credito, situato in una location adatta, ma forse troppo lontana da luoghi mondani. Ebbene, neppure la presenza tra gli artisti della nostra compaesana Stefania Cordone ha fatto sì che le visite giornaliere superassero le dita di una mano. Mi chiedo dove sia finito il fermento culturale locale, gli intellettuali, la curiosità, gli artisti di cui tanto ci vantiamo. A tal proposito, merita un plauso invece l’iniziativa dei giovani artigiani locali che hanno creato una piccola fiera natalizia, nella centralissima via Dafne. Prodotti di ottima fattura e prezzi moderati che avrebbero dovuto stimolare la ricerca frenetica del regalino da mettere sotto l’albero e invece, a detta di qualche artigiano espositore, ha confermato la diffidenza dei più, raccogliendo l’interesse di pochi cittadini e dei turisti. Che peccato. A livello di intrattenimento serale, ora che non abbiamo più nemmeno il cinema, tra le proposte carine delle street band, del concerto della banda e qualche altra cosa che sicuramente mi sarà sfuggita, ha avuto un ruolo da prima donna la proposta musicale del Romitaggio con 10 serate di livello che hanno fatto che sì che le nottate non finissero sempre e per forza in lunghi tavoli di baccarat o las vegas. Ottimo piglio e grande intuizione degli organizzatori, che hanno però dovuto fare i conti con il vizio tutto nostro di non muoversi dai bar del centro prima dell’una mezza, due meno un quarto di notte, costringendo i gruppi ad esibirsi in orari proibitivi; a nulla è servito l’incentivo dell’ingresso gratuito prima delle undici. Vizi e stravizi tutti castelbuonesi, che ogni Natale mi illudo possano essere cambiati ma che rimangono sempre lì, come una coltre impigliata nella valle che non riesce a scavalcare la catena delle Madonie a sud o ad andare oltre la Fiumara verso nord.

Ciononostante buon anno a tutti da OltreFiumara.

“Oltre Fiumara. Rubrica settimanale che apre uno spiraglio tra le cinta murarie del borgo, per far passare qualche notizia fuori dal comune.”

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