Ventisei imprese siciliane sbarcano entro fine anno nel Qatar

[lasicilia.it] PALERMO – La Sicilia sbarca negli Emirati Arabi. A fine anno a Doha, capitale del Qatar, verrà inaugurato un comparto di 1.600 metri quadrati dedicato alla Sicilia all’interno della più grande piattaforma commerciale del Medioriente. La regione sarà rappresentata da 26 aziende, soprattutto del settore agroalimentare, dal maestro pasticciere Nicola Fiasconaro di Castelbuono all’azienda del caffè Morettino di Palermo, mentre lo chef delle Terrazze a Mondello, Francesco Piparo, gestirà un ristorante all’interno del centro.
La notizia è emersa durante la presentazione, a Palazzo d’Orleans, a Palermo, della conferenza internazionale «Mediterraneo: piattaforma di dialogo tra le culture investimenti e politiche di sviluppo sostenibile», che si terrà nel capoluogo siciliano il 24 e 25 ottobre. Erano presenti l’assessore ai Beni Culturali della Regione siciliana, Giusi Furnari, il vicepresidente di Confindustria Sicilia, Nino Salerno, il consulente per l’internazionalizzazione del governatore della Regione siciliana, Sami Ben Abdelaali, e la delegata per la Sicilia della Fondazione Marisa Belisario, Marcella Cannariato.
«L’obiettivo della conferenza – ha detto Abdelaali – è restituire alla Sicilia il ruolo di interlocutore privilegiato all’interno dell’area mediterranea, in particolare alle sue imprese. Saranno presenti 200 imprenditrici della Fondazione Belisario provenienti da Tunisia, Marocco, Egitto, Yemen. Ognuna di loro avrà modo di condividere il proprio know how e il proprio patrimonio di conoscenze. L’interazione internazionale funziona – ha continuato il consulente -. L’idea di un comparto della Sicilia nel Medioriente è nata dalla collaborazione con gli sceicchi Al Emadi e Al Tani. È un progetto di qualche anno fa, abbiamo lavorato dodici mesi sottotraccia e poi abbiamo firmato un accordo con i due sceicchi. La Regione in pratica ha fatto da apripista per gli imprenditori siciliani».
L’11 novembre lo chef Piparo cucinerà una cena riservata per lo sceicco Al Emadi e altri 50 invitati, durante la quale saranno serviti solo prodotti siciliani, dal gambero rosso di Mazara del Vallo alla cassata del maestro Fiasconaro, titolare insieme ai fratelli Martino e Fausto dell’omonima azienda dolciaria, ormai conosciuta in tutto il mondo che ha sede a Castelbuono nel cuore del Parco delle Madonie.
«In Italia – è intervenuta Belisario – ci sono 190 mila imprese che esportano ma poche, appena il 3%, sono medio-grandi, le altre sono piccole aziende, nella maggior parte femminili. Noi non chiediamo contributi ma che vengano formati manager specializzati nelle Pmi che sappiano sporcarsi le mani. Si può sviluppare lavoro anche in una terra amara come la nostra».
«Certe realtà – ha affermato Salerno – sono più avanti di noi per percezione del business e fa bene la Sicilia a scrollarsi di dosso questa cappa che la teneva a parte dai rapporti internazionali. La Sicilia, per esempio, sarà l’unico ente pubblico a gestire un cluster internazionale all’Expo 2015. La ditta Fiasconaro ha dimostrato che anche la Sicilia può ambire a uno scenario internazionale.
Non è un caso che quest’anno l’export dell’agroalimentare siciliano sia cresciuto, in controtendenza con gli altri settori».
«Da quando mi sono insediata – ha sottolineato l’assessore Furnari – ho sollecito relazioni più strette con i Paesi del Mediterraneo, come Cipro, Malta, Grecia ma anche Tunisia, Libia e così via. Vorrei portare qui da noi opere straniere o artisti stranieri che possano incrociarsi con i nostri e integrare le rispettive esperienze. Ovviamente in questo percorso il mio assessorato deve dialogare con gli altri e con Confindustria, in particolare per il sostegno delle imprese giovanili».

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