Via Fabrizio De André. A Castelbuono.

de_andre_fabrizio.jpgLa butto lì, ma la prendo e la porto seriamente avanti, insieme a voi:

via Fabrizio De André
poeta con la chitarra

Suona bene a Castelbuono in compagnia di Luigi Tenco. Vedo già i postini consegnare la posta cantando cantando. Che meraviglia.

Esistono diciotto “via De André” e dieci “piazza De André” in Italia (da Roma in giù solo a Campobello di Licata). Ce ne vorrebbe una in ogni comune forse, magari a rimpiazzare tutte quelle – troppe – intitolate ai Savoia.
Perché Fabrizio De André? Perché il Faber ha saputo parlare di libertà, pace, amore, giustizia, utopia, Dio, non con orazioni, comizi, prediche o urlando slogan e proclami ma quasi sottovoce, attraverso i suoi racconti, le sue storie in versi e musica. Storie di ultimi, umili, diseredati, sfruttati. Soprattutto storie di uomini.

Personalmente sarebbe un piacere e un orgoglio compilare documenti, formulari e dichiarazioni sostituendo “via De André, palazzina Dolcenera” all’anonima ed estremamente confusionaria: contrada San Ippolito snc c/o cooperativa “Dolce Sogno” palazzina C. Mi accontenterei anche di “via Bocca di Rosa” visto che “Donna Rosa” sta poco sopra casa mia: ideale. Anzi, l’ideale sarebbe proprio rimpiazzare corso Umberto. Che passeggiate. Più verosimilmente “via De André” potrebbe essere una di quelle vie ancora senza un nome. Ma forse la cosa più bella, e giusta, sarebbe quella di intitolargli una bella piazza: piazza Parrocchia ad esempio, con una bella targa all’interno del monumento ai caduti con su inciso il testo della “Guerra di Piero”.
Presto sarà lanciata una raccolta di firme. Saremo in molti. Ce la faremo.
Grazie, in anticipo, a tutti quelli che vorranno sostenere l’iniziativa.
Via Fabrizio De André: che poesia.

22 Commenti

  1. L’idea è semplice è allo stesso tempo geniale pèrchè vogliono farci ricordare cose brutte come 11 Settembre, Piazza Fontana, Aldo Moro. Luca se vuoi avere successo nell’iniziativa devi rivolgerti a Ciccio Romeo per sapere come ha fatto per trasformare via salita al monte in Nicasio Mogavero avrei preferito Fabrizio De Andrè.Un saluto a tutti il vecchio

  2. Io, Joseph Ratzinger, mia Santità,

    I) Preso atto del commento della redazione in cui è evidente un subdolo civico tentativo di rapina al Santissimo Ippolito protettore della contrada omonima
    II) Registrato un recidivo atteggiamento che costituisce vilipendio alla religione
    III) Tenuto conto che grandiosi uomini e donne “del nostro secolo” avranno al massimo 8 anni
    IV) Riscontrato un pericolosissimo tentativo di corruzione dell’emerito Romeo da parte del “Vecchio”
    V) Palesandosi un probabile rincalzamento dei fautori della via Cuccarina Federale

    C H I E D E
    All’Altissimo Onnipotente Primo Cittadino
    – L’annullamento del premio miglior sito a castelbuono.org
    – L’interruzione del finanziamento con soldi pubblici al suddetto sito vergognoso
    – Affissione all’Albo Vallettopolistico Joachiniano dell’articolo
    – SCOMUNICA della Redazione del sito castelbuono.org

    Due sono le proposte alternative:
    Via Santo Pio (già Padre)
    Via Giovanni Paolo II
    (del “nostro secolo” per accontentare la redazione)

    Qualora la proposta non venisse accettata IMPONGO a tutte le monache di ogni ordine e grado di ogni convento di Castelbuono, di clausura e non, di NON ANDARE PIU’ A VOTARE!

    – Perché le monache di clausura votano?
    – Eh sì. Li hanno presi, ma li restituiscono i voti…

  3. La guerra di Piero

    Dormi sepolto in un campo di grano
    non è la rosa non è il tulipano
    che ti fan veglia dall’ombra dei fossi
    ma son mille papaveri rossi
    lungo le sponde del mio torrente
    voglio che scendano i lucci argentati
    non più i cadaveri dei soldati
    portati in braccio dalla corrente
    così dicevi ed era inverno
    e come gli altri verso l’inferno
    te ne vai triste come chi deve
    il vento ti sputa in faccia la neve
    fermati Piero, fermati adesso
    lascia che il vento ti passi un po’ addosso
    dei morti in battaglia ti porti la voce
    chi diede la vita ebbe in cambio una croce
    ma tu no lo udisti e il tempo passava
    con le stagioni a passo di giava
    ed arrivasti a varcar la frontiera
    in un bel giorno di primavera
    e mentre marciavi con l’anima in spalle
    vedesti un uomo in fondo alla valle
    che aveva il tuo stesso identico umore
    ma la divisa di un altro colore
    sparagli Piero, sparagli ora
    e dopo un colpo sparagli ancora
    fino a che tu non lo vedrai esangue
    cadere in terra a coprire il suo sangue
    e se gli sparo in fronte o nel cuore
    soltanto il tempo avrà per morire
    ma il tempo a me resterà per vedere
    vedere gli occhi di un uomo che muore
    e mentre gli usi questa premura
    quello si volta, ti vede e ha paura
    ed imbracciata l’artiglieria
    non ti ricambia la cortesia
    cadesti in terra senza un lamento
    e ti accorgesti in un solo momento
    che il tempo non ti sarebbe bastato
    a chiedere perdono per ogni peccato
    cadesti interra senza un lamento
    e ti accorgesti in un solo momento
    che la tua vita finiva quel giorno
    e non ci sarebbe stato un ritorno
    Ninetta mia crepare di maggio
    ci vuole tanto troppo coraggio
    Ninetta bella dritto all’inferno
    avrei preferito andarci in inverno
    e mentre il grano ti stava a sentire
    dentro alle mani stringevi un fucile
    dentro alla bocca stringevi parole
    troppo gelate per sciogliersi al sole
    dormi sepolto in un campo di grano
    non è la rosa non è il tulipano
    che ti fan veglia dall’ombra dei fossi
    ma sono mille papaveri rossi.

  4. Ok Luca, mi hai convinto, se te la senti io ci sto.
    La canzone possiamo prendere questa.
    Va bene.
    Comincia a pensarci che ci penso pure io e ci incontriamo all’incrocio dei pensieri.
    Mi raccomando la puntualità.
    Luca sii puntuale, perché altrimenti se tardi il pensiero fugge e chi lo acchiappa più?

  5. Ha ragione Daniele, ora magari per intitolare una piazza a qualcuno facciamo costruire apposta la piazza, con tanto di fontana al centro.
    E poi si scopre che manca l’ACQUA da far scorrere nella fontana!

    Mobilitiamoci amici.

    (mi sa che Luca non firma il no-priv e se già l’ha firmato se ne è pentito)

  6. “Ho sempre dato molto poco peso alla virtù e non ho mai capito bene perché si debba trovare tanta colpa nell’errore. Anche perché non sono ancora riuscito a capire, dopo cinquanta anni di vita, cosa sia esattamente la virtù e a cosa corrisponda l’errore”.
    Faber

  7. “Il cielo stellato sopra di me, la legga morale dentro di me”

    facciamo a gara?
    oppure andiamo per luoghi comuni?
    Cazzo ci sono problemi molto + seri che cominciare a fantasticare a quale poeta-scrittore-supereroe intitolare un strada a Castelbuono.
    La ragione picciotti…qua sè persa la ragione…

  8. Certo che non si vive intitolando strade, ma ciò non toglie che si possa fare anche questo. Non sono d’accordo Daniè: i problemi più seri esistono, ma non si può sempre stare a rovinare l’entusiasmo di chi vuol fare, e lo fa con convinzione e “poesia”.
    Questa è un’idea, una proposta; non un “problema” (una volta tanto) da risolvere: è un’idea. Non ha nulla a che vedere con altre questioni (anche più importanti) che hanno percorsi e spazi diversi.

  9. Michele questa volta hai superato ogni limite e il decoro del sito è andato a farsi benedire!
    Potevo anche omettere il vocabolo scurrile presente nel commento di Daniele…

    Procediamo pure con luoghi comuni, ma che siano più URBANI!!!

  10. Daniele,
    non sia mai di scontrarsi per “via dei luoghi comuni”, siamo illuminati.
    Avrò perso la ragione? Può darsi.
    Nel frattempo che sto lì a sbattermi per ritrovarla,
    cerco di tenermi stretto il sentimento. E vado avanti di entusiasmo.
    Non sia mai perda pure quello.
    Saluti.

  11. quando tempo fa, ci fu lo scandalo della Casa Savoia, ci fu una sommossa sarda per cambiare i mille nomi delle strade e piazze a loro intestate e tutti, me compresa, chiesero una via De Andrè, quando già di via kennedy e via john lennon ne avevamo rotte le balle… naturalmente la cosa non si fece, e menomale che in sardegna FABER è di casa…

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