Viscuso, l’artista che visse due volte

[Corriere.it – di Alessandro Luongo]

Nel 2014 è stato definito dalla stampa nazionale “l’artista che visse due volte”. Emanuele Viscuso, 63 anni, nato a Palermo, <<musicista compositore, pittore, scultore, designer, mente e cuore di architetto, da sempre creo edifici e città ideali>> così si presenta, sta per vivere una terza volta, dopo il trasferimento a Miami avvenuto nel 2000.

Ora è in Messico, dove lo attende una nuova avventura, un resort che si chiamerà “Six Edens”. La sua opera più rilevante e visibile è la scultura “Onda-Ponte sull’immaginario” installata all’aeroporto internazionale di Milano Malpensa.

<< Ma ce n’e’ una molto piccola della quale forse sono ancora più fiero: una spilla richiesta dal Consolato Inglese di Milano per la Regina Elisabetta in visita ufficiale a Milano. Lei stessa mi scrisse una lettera per dirmi quanto l’avesse gradita>>. 

Nel 2000 lo scultore lascia però l’Italia per trasferirsi a Miami, dove crea e vende le sue sculture chiamate “Musica Solida”, e lancia il “Sicilian Film Festival”, durato ben sette anni.

<<In qualunque parte del mondo mi trovassi, appena dicevo di essere siciliano scattava la solita battuta se fossi mafioso. Per questo a Miami decisi di creare il Sicilian Film Festival, un festival di cinema italiano in cui la Sicilia trionfasse dal profilo della sua storia, della sua cultura e della sua bellezza>>.

Obiettivo raggiunto e consolidato. In pochi anni i principali giornali di Miami titolavano difatti “Il Sicilian Film Festival mette in scacco la Mafia”. Una manifestazione durata fino a che l’artista è riuscito con le sue sole forze e ipotecando sempre più la casa.

<<Aspettavo aiuti dalla Regione Sicilia che aveva pure stanziato qualcosa per il mio evento, ma non ho visto mai un centesimo>>. E così, spinto dai debiti, ha dovuto mettere in vendita una casa meravigliosa, e, aggiunge <<farmi passare la voglia di fare il Babbo Natale della cultura siciliana nel mondo>>.

Emanuele Viscuso- che parla italiano, inglese, francese, spagnolo, latino e vanta anche nozioni di greco moderno e portoghese – è stato anche il primo organizzatore di feste extraterrestri nel 2007. Fu difatti eletto Delegato a Miami dell’Accademia Italiana della Cucina, che è un’istituzione culturale della Repubblica Italiana.
Avrebbe dovuto limitarsi a organizzare eventi gastronomici e culturali, ma, <<come al solito chiesi a me stesso di fare qualcosa di veramente speciale. Cosi contattai la Nasa, e Russell Romanella, direttore della Stazione Spaziale internazionale, il quale s’incantò all’idea di un evento gastronomico a bordo>>.

Fino allora il cibo a bordo era stato considerato difati un mero elemento di sopravvivenza. Viscuso gli parla, però, dei tre scalini successivi a questo: il piacere e l’eccellenza, il cibo come occasione culturale e, infine, come evento sociale e celebrazione.

<<Fu così che il 27 novembre del 2007 nella Stazione Spaziale Internazionale si consumava un eccellente pranzo a base di specialità italiane per celebrare il congiungimento dell’equipaggio appena giunto con lo Shuttle con quello già presente nella Stazione Orbitante>>.

Nel 2013 riceve anche una Laurea Honoris Causa in architettura dall’Università di Rhode Island (Constantinian) per lo specifico contributo dato nei settori dell’architettura e dell’urbanistica attraverso l’arte, le sculture, scritti, proposte, progetti e pubblicazioni riguardanti architettura e urbanistica. 

Un riconoscimento ottenuto anche per progetti specifici quali il “Positano Building” e il “Taormina Building”, totalmente innovativi, <<e mai concepiti da altri- tiene a rilevare- è indiscusso che alcuni architetti hanno creato, infatti, edifici in torsione solo di recente, mentre io ho presentato modellini d’intere città edifici del genere sin dal 1986>>.

La terza vita di Viscuso è appena iniziata. Proprio lo scorso novembre ha acquistato un terreno a Puertecito, fuori da Puerto Escondido, ad appena 15 chilometri dall’aeroporto, sulla costa in direzione dell’incantevole città di Mazunte e della sviluppata Huatulco. Un comprensorio di quattro ettari con 300 metri di fronte mare.

Con una spettacolare spiaggia tropicale con sabbia e rocce. Un litorale che permette di passeggiare per chilometri sul mare senza avvistare alcun insediamento.

Grazie alla vendita della casa di Miami realizzerà le prime 12 suite, e le altre 12 in un secondo momento. Il suo sogno è costruire un grande centro di ricezione con eleganti ville-bungalow dotate di ogni confort, una grande piscina sull’oceano e altre nelle abitazioni più importanti.

<<Non voglio realizzare il tipico villaggio turistico, dove si è tra sconosciuti- precisa- ma una specie di grande casa amichevole per persone scelte e vecchie conoscenze>>. I soliti raccomandati? <<No, solo gli amici e i loro cari>>.

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