?Viva l?Italia!?

”Che la culla della cultura non ne diventi la tomba”. Ricorder? a lungo questo slogan, come simbolo della lunga notte di festeggiamenti per i 150 anni dell’unit? d’Italia. Una serata magica fin da quando, sull’autobus che porta dal quartiere periferico al centro citt?, una giovane famiglia trova posto di fianco a me. I bambini sono tre, tutti maschi, 4, 6 e 8 anni. Ognuno porta un cappellino di colore verde, bianco e rosso, in ordine di et?. Con loro i?convenevoli e le timidezze si sgretolano in men che non si dica e il viaggio diventa una piacevole discussione. Sono decisamente svegli per la loro et? e con le idee gi? molto chiare su come vanno le cose nel mondo e sui politici che ci governano, con la mamma che per? raccomanda “non dire parolacce”. La filastrocca di un bimbo ? solo il riflesso di quello che dicono i genitori, se sapessero davvero cosa combinano quelli la, con il loro coraggio e la loro determinazione potrebbero fare la rivoluzione. Eh gi?, se sapessero. Siamo arrivati al capolinea, loro vanno insieme, tenendosi tutti bene per mano e sar? una bella serata familiare in piazza sotto gli ombrelli, ad ascoltare le belle canzoni dei cantanti e a guardare i fuochi d’artificio prima di andare a casa. Io prendo un’altra direzione, ho tutta la notte davanti e i tre bambini staranno gi? dormendo quando la mia serata raggiunger? il clou. Ma non ? questo quello che voglio raccontare. Voglio immaginare che quel bus avrebbe continuato a camminare ancora a lungo. Allora avrei raccontato ai bimbi che l’Italia, di cui loro rivendicano un’orgogliosa appartenenza, ? un paese malato e che quest’anno nella mia universit? non possiamo seguire alcuni corsi perch? non danno pi? i soldi, che la polizia fa gli scioperi perch? non ha i soldi per mettere la benzina sulle auto e per?, nello stesso tempo, due signori che fanno i parlamentari e si chiamano Scilipoti e Razzi, che tre mesi fa hanno cambiato il partito di appartenenza, hanno avuto in regalo la scorta. Perch?, pu? sembrare strano, ma la scorta ? una cosa che li fa sentire importanti anche se non esiste ragione per cui dei poliziotti devono difenderli, non sono mai stati scomodi a nessun cattivo e a nessuno interessa niente di loro, ma adesso con la scorta sembrano pi? potenti. I bambini a quel punto ascolteranno interessati e allora continuer? dicendogli che tra tutte quelle persone che sono nel parlamento italiano, che fanno le leggi per noi e a cui paghiamo uno stipendio generosissimo, ce n’? qualcuno che dice di sentirsi migliore di tutti gli altri italiani e che il posto dove vive lui ? una cosa a parte dall’Italia e quindi lui non vuole mettersi il cappellino con i colori della bandiera e cantare l’inno di Mameli e andare in piazza, con gli ombrelli in mano, a vedere i fuochi d’artificio. E allora un bimbo mi chieder? “ma fanno parte del Parlamento Italiano?”. E io gli risponder? “s?, fanno parte del Parlamento Italiano”. Gli avrei detto queste e tante altre cose ma in realt? la corsa finisce molto prima e il secondo dei bimbi non ha neanche il tempo di raccontarmi di quando nella casa al mare a Cattolica sente che tutto trema ogni giorno alla stessa ora perch? passa il freccia rossa e una volta era li vicino e gli ? volato il cappello o che lui ? nato il 29 Febbraio e quindi ha fatto il compleanno solo una volta, che bisogna gi? scendere. E forse meglio cos?. Meglio non saperle certe cose quando hai 6 anni e una famiglia cos? giovane e bella, quando tutto ci? che ti interessa ? avere un palloncino in mano e un gelato mentre canti le prime parole l’inno di Mameli che proprio l’altro giorno hai imparato a scuola. Forse ? meglio scendere adesso, perch? sei un bambino e sei davvero orgoglioso di essere italiano. E pensi che se l’Italia, anzich? il 17 Marzo, facesse il compleanno come te il 29 Febbraio adesso non avrebbe 150 anni ma soltanto 37. E allora buon divertimento. E allora auguri anche a te.

Termina qui l’edizione speciale di OltreFiumara dedicata all’anniversario dell’Unit? d’Italia. Appuntamento a Gioved? prossimo.

?Oltre Fiumara ? Rubrica settimanale che apre uno spiraglio tra le cinta murarie del borgo, per far passare qualche notizia fuori dal comune.?