Votare (e votare SI) al Referendum sull’Accordo del 23 luglio

Nei prossimi giorni, l?8 il 9 e il 10 ottobre, ci capiterà di vedere in piazza qualcuno con una urna che ci chiederà di votare per il Referendum di consultazione dei lavoratori, dei pensionati, dei precari e dei disoccupati sull?Accordo del 23 luglio 2007 fra CGIL-CISL-UIL ed il Governo; non è un referendum pro o contro il governo nè tanto meno è un referendum pro o contro le organizzazioni sindacali.

E? semplicemente una verifica, voluta dalle OO.SS., sulla bontà di un accordo faticosamente raggiunto fra il Governo e le Parti Sociali al tavolo della concertazione. Io penso che non solo è importante partecipare al voto ma credo è di fondamentale importanza VOTARE SI. E le ragioni del Si, che vanno oltre ad un giudizio pessimo sull?azione di questo Governo molto probabilmente condizionata da una maggioranza risicata e da una conflittualità giornaliera fra la componente riformista e la componente radicale della maggioranza, sono nei contenuti previsti nell?Accordo.

I punti più significativi sono:
– aumento di 3 milioni e mezzo di pensioni basse con una quattordicesima che varia da un minimo di 336 euro ad un massimo di 504 euro;
– abbassamento immediato dell?età pensionabile da 60 a 58 anni per chi ha 35 anni di contributi e un sistema di ?scalini? e ?quote? che supera la Legge Maroni e il suo famoso ?scalone?;
– è ribadita la centralità del lavoro a tempo indeterminato favorendo la stabilizzazione del precariato e in quest?ambito la centralità del diritto del lavoro alle donne aiutandole, attraverso una serie di misure specifiche, nel loro ruolo di essere anche e soprattutto mamme;
– interventi significativi sugli ammortizzatori sociali (indennità di disoccupazione che passa ad 8 e 12 mesi);
– per i giovani la possibilità di riscattare la laurea dilazionando in 10 anni e senza interessi i contributi da versare che possono essere versati anche da laureati disoccupati ed in questo caso si detraggono dal reddito dei genitori ( prima si dilazionavano in 5 anni e con un tasso di interesse del 2,5%).

A questo si aggiunge anche la Riforma della Previdenza del Settore Agricolo siglata solo lo scorso 20 settembre che rientra nel quadro dell?Accordo del 23 luglio; e questa è una Riforma che riguarda in maniera significativa il nostro territorio visto i tanti braccianti occupati nel settore agroalimentare.
Nella Riforma della Previdenza in Agricoltura è prevista:
– la Cassa Integrazione per i braccianti (conquista STORICA!);
– l?eliminazione delle fasce 51inisti, 101inisti e 151insti con i rispettivi 30%, 40% e 66% per il calcolo dell?indennità di disoccupazione: viene tenuta la fascia delle 51 giornate per aver diritto al trattamento previdenziale minimo e l?indennità di disoccupazione viene calcolata per tutti al 40% sulla retribuzione lorda;
– viene considerato anno pieno contributivo nel momento in cui si raggiungono le 120 gg.;
– per ogni giornata in più di collocamento rispetto all?anno precedente l?azienda ha uno sconto contributivo per cui diventa molto conveniente il passaggio da lavoratore a tempo determinato (es.151unista) a lavoratore a tempo indeterminato (provvedimento che può aiutarci nella trattativa con il Governo Cuffaro per la stabilizzazione degli operai forestali).

Ribadendo l?importanza del voto e l?importanza di VOTARE SI, ricordo che è già aperto e rimarrà tale fino al 10 ottobre il seggio elettorale presso la Camera del Lavoro in via Roma 93 e quindi potete già da oggi partecipare a questa consultazione referendaria.