Why Not, chieste assoluzione per de Magistris e condanna per Genchi

[napoli.repubblica.it] Assoluzione per l’ex pm di Catanzaro Luigi de Magistris, oggi sindaco di Napoli, e un anno e mezzo di reclusione per il consulente informatico Gioacchino Genchi.
Sono le richieste avanzate al tribunale di Roma dal pm Roberto Felici nel processo che vede i due imputati di concorso in abuso d’ufficio per aver acquisito illegittimamente, nell’ambito dell’inchiesta calabrese “Why Not” del 2007, tabulati telefonici riconducibili a parlamentari senza che fosse stata interpellata per la necessaria autorizzazione la Camera di appartenenza.

Secondo il pm Felici, “Gioacchino Genchi, negli anni, si era costruito un database pieno di informazioni, creando un bagaglio di conoscenze enorme, sapeva vita, morte e miracoli dei politici, le loro abitudini. Ma al di là di quell’agenda telefonica di Saladino – ha ribadito il pm – non c’era alcun altro indizio che giustificasse il coinvolgimento di parlamentari”. 

La conclusione, per il rappresentante della pubblica accusa, è una sola: “Tutta l’operazione di acquisizione illecita dei tabulati è stata condotta e gestita da Genchi, complice anche la scarsa attenzione del pm, perchè era lui l’effettivo dominus dell’indagina, era lui a raccogliere dati e informazioni, era lui a selezionare e a valutare ciò che poteva essere utile all’inchiesta Why Not. De Magistris, probabilmente, non sapeva del coinvolgimento di parlamentari nè era consapevole che il suo consulente ci stesse lavorando sopra: lo prova anche il fatto che il 22 maggio 2007 fu il magistrato ad avvertire Genchi che un’utenza, su cui erano in corso accertamenti, era riconducibile a Sandro Gozzi, da poco parlamentare e personaggio certamente non conosciuto da tutti”. 

Per il pm Felici, “de Magistris in cuor suo magari sperava di tirare fuori qualche nome di peso dall’agenda di Saladino, ma il dato da solo non è sufficiente per sostenere che avesse l’intenzione di prendere di mira un parlamentare”. Da qui la richiesta di assoluzione per l’attuale sindaco di Napoli “perchè il fatto non costituisce reato”.