Ypsivolley e la palestra inagibile. Breve cronistoria di un paradosso

Un vincitore è un sognatore che non si è mai arreso. Siamo rimasti colpiti da questa frase, scritta su un lenzuolo e sostenuto dai ragazzi delle squadre dell’Ypsivolley; una frase che ci ha convinti ad approfondire ulteriormente l’annosa questione, già più volte accennata in questo blog, e ripercorrere la storia di un’ingiustizia che coinvolge i ragazzi, i valori dello sport ed ovviamente anche la politica.

Stiamo parlando della palestra dell’Istituto Tedaldi di Castelbuono, una struttura idonea ad accogliere gli studenti e – perché no – anche gli allenamenti di associazioni esterne. Ricordiamoci che la palestra è l’unica struttura sportiva al coperto di Castelbuono.

La scuola e le strutture pubbliche in genere sono un beni di tutti e pertanto – al di là delle necessarie regolamentazioni e dei criteri nell’utilizzo – ci chiediamo come mai, alla fine della fiera, le ragazze e i ragazzi delle squadre castelbuonesi di volley siano costrette ad allenarsi a Finale e a Pollina, o che il basket sia stato costretto addirittura a sospendere le attività.

L’anno scolastico si è aperto con la dichiarazione di non agibilità della palestra del liceo a causa di un muro perimetrale pericolante (dell’Istituto, non direttamente della palestra), una situazione però che coinvolgeva le associazioni esterne a cui veniva rifiutata la concessione, mentre la scuola continuava ad usufruirne regolarmente. In seguito alle proteste di queste associazioni, a inizio novembre circa, la palestra è stata chiusa anche per il Liceo, finché dopo un paio di settimane il rischio è stato arginato transennando la zona pericolosa e la palestra è tornata immediatamente idonea per gli studenti del Liceo. Non per le associazioni esterne, la cui autorizzazione a procedere con la richiesta della concessione è arrivata solo il 18 dicembre.

Le associazioni si sono immediatamente mosse per ottenere finalmente la tanto attesa concessione, anche se le festività natalizie hanno per forza di cose fatto slittare il tutto a inizio 2016.
Rispetto agli anni precedenti la Provincia (dimostrando di esistere ancora) ha cambiato le richieste per ottenere la palestra, inserendo tra le decine di documenti e certificazioni da allegare alla richiesta, oltre al pagamento anticipato di due mesi e l’autocertificazione di non svolgere gare (richiesta già di per sé piuttosto paradossale), una polizza assicurativa di fideiussione complessa che al momento sta creando difficoltà alle associazioni. Questa assicurazione richiederebbe, oltre alla normale copertura dei rischi derivanti dall’uso della palestra, una clausola che copra le eventuali somme non versate alla Provincia, richiedendo un’ingente somma di denaro e soprattutto l’impiego dei CUD di due dirigenti a garanzia.

Nonostante la difficoltà ad adempiere anche a queste richieste,  la Polisportiva Castelbuonese e l’ASD YpsiVolley sono riuscite, dopo notevoli sforzi e sacrifici, a presentare tutta la documentazione  alla Provincia e finalmente, dopo mesi dalla richiesta, inviata a settembre, adesso si attende il nullaosta della Città Metropolitana di Palermo.

In questo lasso di tempo i circa 150 ragazzi e ragazze della Polisportiva e dell’YpsiVolley venivano costretti ad arrendersi e rinunciare alla propria passione, come ha fatto il basket, o, come alla fine ha fatto il Volley, a chiedere aiuto all’amministrazione di Pollina che ha concesso l’utilizzo delle due palestre comunali, e di andare con i più piccoli (che non possono viaggiare) ad allenarsi presso il cinema Astra. Roberto Mitra e i ragazzi dell’Ypsivolley si sono fatti carico di questa assurda situazione e, pur di non mollare, di non deludere le ragazze delle squadre, in maniera del tutto volontaria, continuano oggi ad accompagnare tutti i giorni le squadre agli allenamenti, in due turni separati (perché il pulmino ha posto solo per 8 persone) nelle palestra di Finale o Pollina.

Questi ragazzi sono per lo più alunni del liceo e continuano tuttora a fare sacrifici enormi per sostenere la loro passione. C’è una logica in tutto ciò? Perché le Istituzioni non intervengono ancora e si adoperano a risolvere un problema così evidente? Il Comune (di cui ricordiamo il titolo di “città dello sport”), la Provincia, la Scuola dovrebbero impegnarsi in prima persona al fine di sostenere i valori dello sport e dell’associazionismo ed adoperarsi per questi ragazzi. Nell’illogicità delle cose che viviamo rappresentano invece l’attuale ostacolo.

Probabilmente a giorni questi ragazzi otterranno la loro vittoria e potranno finalmente usufruire della palestra, incrociando le dita quindi, per fine gennaio. Sperando che il risultato ottenuto serva a far dimenticare i chilometri e i rischi affrontati (!), oltre al fatto di aver compromesso la stagione sportiva.

Vorremmo capire se la burocrazia viene sconfitta solo in prossimità di carnevale, quando si riesce a spostare lì persino un’assemblea d’istituto in palestra per consentire la sistemazione dell’auditorium al “Gruppo 2001” o addirittura a ipotizzarla come location dell’intero veglione, come avvenuto in un recente passato.

E’ questo ciò che spetta a chi decide di restare e attivarsi nell’organizzazione di qualcosa? Auspichiamo in risposte dalle Istituzioni qui chiamate in causa.

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