Zenone VS Zingales

Puntata IV

Quella seguente non è una teoria filosofica, ma una storia che mi è stata raccontata, una storia così filosoficamente importante che non può essere taciuta senza rimpianti. Zingales una notte chiude il locale che non è ancora tardissimo, sarà stato un martedì d?inverno, non ricordiamo bene. La voglia di andare a dormire non c?è, e il nostro Zingales decide quindi di fare un giro con la sua moto, una moto Guzzi enorme. ?Faccio un giro fino a Cefalù!? pensa Zingales, e comincia a fare strada rombando. Arrivato a Cefalù in poco tempo, Zingales non si sente soddisfatto e scuote la testa: il tragitto era stato breve, troppo breve per la sua voglia di avventura. Mentre scruta l?orizzonte dal lungomare, con un piede giù a reggere la pesante moto, Zingales dice tra sé e sé:?Quasi quasi mi vado a prendere un caffè a Messina!?. Imboccata l?autostrada la Guzzi di Zingales solca il vento. L?arrivo nella città dello stretto, anticamente detta Messana e casus belli della Prima Guerra Punica, avviene anch?esso in breve tempo. Trovato miracolosamente un bar aperto, Zingales ordina il caffè e lo gusta lentamente. Un?altra persona sarebbe stata soddisfatta dell?impresa, ma la notte ancora giovane spinge Zingales a non guardarsi indietro. ?E se prendo il traghetto e sbarco a Reggio Calabria?? pensa Zingales: ?Tempo di prendermi un cornetto e torno a casa!?, rifletteva mentre già imbarcava il fido destriero. Appena messo piede in continente il nostro eroe passa davanti ad un cartello: ?ITALIA ( I )?, recita a caratteri cubitali il segnale catarifrangente. Zingales passa oltre, cerca e trova un autogrill aperto sull?autostrada. Col cornetto in mano esce sullo spiazzo ma ripensa al cartello, perplesso. Aggrotta le sopracciglia, quasi non riuscisse a capacitarsi di ciò che ha letto. Un pensiero lo tormenta, lo infastidisce, non gli dà tregua: ?Ma come, sono arrivato fino in Italia e subito torno in paese?!? Esclama d?un tratto ponendo fine al suo dubbio. La Salerno-Reggio Calabria scorre veloce sotto le ruote della Moto-Guzzi di Zingales che passa indenne attraverso tratti di autostrada bloccati, lavori in corso eterni e fondi scivolosi, e approda infine – alle prime luci dell?alba – al grande raccordo anulare che lo porta ad entrare trionfalmente nella Città Eterna, vista alla quale Zingales esclama: ?Roma! Fecisti patriam diversis gentibus unam! Ora me ne vado a ballare dopodiché me ne torno a casa!?.

Ma perché questa storia è importante filosoficamente? Perché ricorda uno degli argomenti che Zenone di Elea usava per dimostrare che la realtà è una, come affermava Parmenide, e che dunque il movimento non esiste. Posizione alquanto controintuitiva: se possiamo essere facilmente d?accordo con Eraclito che tutto scorre, e dunque la realtà è in continuo movimento, più difficile risulta concordare con chi dice che la realtà è Una, e che nulla si muove. Zenone usa l?argomento di Achille e della Tartaruga per spiegare perché il movimento è impossibile: un giorno si organizza, non si sa perché e in che contesto (probabilmente una festa patronale), una gara di velocità tra Achille e una tartaruga; Achille già sbruffoneggia: ?Già già, la gara con la tartaruga mi fanno fare, e ci posso pure scommettere sopra, che polli che sono!?; l?unica clausola è che la tartaruga dovrà partire con un passo di vantaggio: ?E figurati se non le do il passo di vantaggio, io, piè veloce!? Esclama Achille mentre si posizionava sui blocchi di partenza. Ma nella clausola si insinua il tranello! 3, 2, 1, inizia la corsa e la tartaruga è un passo avanti; Achille raggiunge il punto in cui si trovava la tartaruga in un istante, ma nello stesso istante la tartaruga si è spostata di un pochetto, proprio un pochetto, ma sempre più in là si trova; allora Achille si precipita per colmare l?intervallo che lo separa dalla tartaruga, ma nello stesso tempo la tartaruga si è nuovamente spostata di un passetto più in là: la distanza tra Achille e la Tartaruga si ridurrà sempre di più, ma non arriverà mai a zero.

Zingales ad ogni punto di arrivo decide di ripartire, spostando sempre più in là la meta; la Tartaruga invece avanza ogni volta di un passetto sempre più piccolo, ma restando sempre davanti al velocissimo Achille. Quello che Zenone aveva individuato era la possibilità della divisibilità all?infinito: questo dimostra che il movimento non è possibile? Bè, questo è più che altro un argomento retorico, del genere che si usava nei tribunali: un argomento al quale si doveva rispondere confutandolo razionalmente. A questo argomento risponderà infatti Aristotele: una cosa è la realtà, una cosa è il pensiero. Nel pensiero noi possiamo dividere una retta in porzioni sempre più piccole senza arrivare mai a terminare la divisione; ma nella realtà lo spazio è finito, e quindi Achille acchiapperà la tartaruga, ci farà il brodo e vincerà la scommessa. Peccato però che – come notava Bertrand Russell –  l?argomento di Zenone sia molto più serio di quanto sembri: la divisibilità all?infinito è perfettamente legittima dal punto di vista matematico, e questo pone l?indice su una discrepanza tra il piano della matematica e quello fisico-reale. Non siamo dunque certi su chi abbia vinto la scommessa, se Achille o la Tartaruga. Sappiamo solo che Zingales è ancora a Roma che balla.

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